Girare l’Italia in cerca di qualcosa di unico e trovare tutto quello che si vuole in mezzo ai boschi delle Colline Metallifere, nell’Alta Maremma, sotto al borgo di Roccatederighi che con le sue mura medievali abbarbicate sulle rocce, protegge e sorveglia le vigne del corpo aziendale.

È qui che nel 2002 Elisabetta Foradori, Giovanni Podini e Thomas Widmann stabiliscono le basi per un progetto fuori dagli schemi. A seguire la prima vendemmia mandano Marco Tait, fresco di scuola di enologia: quella che sembrava essere l’esperienza di qualche mese si trasforma in una scelta di vita che ancora oggi lo coinvolge nella direzione dell’azienda.
Una volta individuato il luogo, proprio al di sotto di Roccatederighi a circa 450 mt s.l.m, il lavoro da svolgere è immane. I primi anni sono caratterizzati da terre da dissodare, viti da impiantare e tanti esperimenti.
“Sapere di non sapere. Resettare tutto e ascoltare pro attivamente la natura” così Marco Tait descrive quel periodo.
Il suo istinto lo porta a piantare il Cabernet Franc, vitigno che diventerà una sorta di bandiera aziendale trovando in questo luogo un ambiente unico e ideale.
Oggi Ampeleia opera su 120 ettari di cui 35 vitati. Le vigne oltre a trovarsi attorno al corpo aziendale sono dislocate in più zone anche piuttosto distanti tra loro, tutte caratterizzate da altitudini e microclimi differenti.

Oltre al vino viene prodotto olio e miele, verdure dall’orto, cereali dai terreni seminativi. 5 mucche pascolano libere per l’azienda e dal loro letame viene prodotto il preparato 500. Anche gli altri preparati per la quasi totalità sono autoprodotti.
I 7 anni trascorsi dall’inizio nel 2002 sono serviti per capire come il passaggio ad un approccio il più rispettoso possibile verso la natura fosse necessario. L’azienda ha adottato il Biologico e il Biodinamico dal 2009 fino ad ottenere le certificazioni rispettivamente nel 2012 e nel 2014. In questi anni di transizione c’è stato modo di toccare con mano la reazione positiva della vigna a partire dal suolo per arrivare alle viti.
“La cantina deve essere soltanto il modo per conservare il messaggio dell’uva che si trasforma in vino. Bisogna fidarsi del grande lavoro fatto in vigna.”

I legni sono spariti dal 2009, dal 2012 tanto cemento e un po’ di acciaio.
Fermentazioni spontanee, travasi e rimontaggi se proprio necessario, niente chiarifiche o filtrazioni importanti.
La degustazione
UNLITRO 2023

🍇 Alicante, Carignano, Mourvèdre, Sangiovese, Alicante Bouschet
🍁 Vigne più giovani e vicine al mare
⛰️ 200/300 mt s.l.m
⏳ Macerazione di 2/3 giorni sulle bucce, una parte va direttamente in pressa. 6 mesi di affinamento in cemento.
🗓️ Prima annata 2011
🌡️ 12%
Parola d’ordine condivisione: quella dei valori agricoli in quanto parte delle uve vengono acquistate da produttori con medesima filosofia (bio o in corso di conversione Biodinamica), quella dei rapporti umani in quanto questo vino nasce con l’idea di essere conviviale.
Immediato ma non banale, succoso. Al naso ciliegie, fragoline e frutti di bosco, violetta, chiodi di garofano.
Beverino e piacevole, ottimo anche come aperitivo da servire con qualche grado in meno alla temperatura di cantina.
Rosato di Ampeleia 2022

🍇 Carignano (in prevalenza), Alicante Nero
🍁 Terreni sabbiosi, presenza di ciottoli arrotondati
⛰️ 250 mt s.l.m
⏳ Carignano vinificato in bianco, sul suo mosto in fermentazione viene aggiunto l’alicante a grappolo intero in infusione. 6 mesi di affinamento in cemento.
🗓️ Prima annata 2019
🌡️ 11,5%
“Volevamo dare dignità e carattere al rosato”. L’ultimo arrivato in casa Ampeleia è un rosato che definirei “serio”, un vino che nasce in vigna e viene esaltato dai processi di cantina. Tanto fa l’infusione, gentile e non invadente (i grappoli interi utilizzati non sono utilizzati ma vanno poi in pressa per Unlitro),
Nasce così un rosato di prospettiva, con presenza tannica, sentori di macchia mediterranea, spezie, foglia di pomodoro, scia sapida al palato.
Non servitelo troppo freddo per non perdere i suoi profumi e assaporarlo al meglio.
Bianco di Ampeleia 2022

🍇 85% Trebbiano, Malvasia, Ansonica
⛰️ 300/550 mt s.l.m
⏳ Macerazione di 2 giorni sulle bucce per una parte delle uve, affinamento 6 mesi in cemento
🗓️ Prima annata 2016
🌡️ 10,5%
Quelle bianche sono le ultime uve ad essere vendemmiate, grazie ad un microclima peculiare caratterizzato da correnti ventose provenienti dal torrente Farma. È così che il ciclo vegetativo diventa posticipato.
Vigne coplantate, raccolta e vinificazione unitaria. Parte delle uve in infusione a grappolo intero.
Un vino dal colore di oro antico, che al naso regala profumi di origano, timo, camomilla, macchia mediterranea. Grande sapidità e freschezza.
A temperatura di cantina regala il suo meglio, perfetto in abbinamento ai formaggi a pasta dura.
L’alicante nero
Vigna “La Pieve” che si trova a circa 25 km dalla cantina è la dimora dell’Alicante Nero con 7 dei 10 ettari totali a 300 mt s.l.m immersi tra boschi, lecci e cespugli di mirto, separati in 7 parcelle.
È una zona aperta e ventilata, caratterizzata da ciottoli e sassi rotondi (puddinghe) su terre rosse ricche di ferro e con maggiore presenza di sabbia.


L’Alicante nero è un vitigno presente in Toscana fin dal 1500, arrivato dalla Spagna ha segnato la storia dei paesi con affaccio sul mar mediterraneo. Nel corso dei decenni è stato espiantato per lasciare posto ad altri vitigni, ad Ampeleia è stato reintrodotto nel suo habitat dal 2003 rappresentando oggi il 10% dei totali 100 ettari presenti in Toscana.
Alicante Nero 2022

🍇 Alicante Nero
⛰️ 250 mt s.l.m
⏳ 20% grappolo intero in vasca a strati come fosse una torta, affinamento 10 mesi in cemento
🗓️ Prima annata 2013
🌡️ 12,5%
Naso davvero intrigante con note fresche di fiori e fragola di bosco che virano su sentori più complessi di spezie e grafite. Nel mezzo tanti profumi maremmani: lavanda, macchia mediterranea, corbezzolo, mirto.
Anche al palato sorprende perché il tannino che va in lunghezza lo rende un vino verticale, per niente opulento ma super dritto. Vino elegante e di grande finezza.
Cabernet Franc 2022


🍇 Cabernet Franc
🍁 Vigna dell’Asino
⛰️ 500 mt s.l.m
⏳ 15% grappolo intero, affinamento 10 mesi in cemento
🗓️ Prima annata 2014
🌡️ 12,5%
Questo Franc nasce da poche parcelle di Vigna dell’Asino. Nome che prende spunto dal torrente Asina che scorre nei pressi della vigna come ricordato anche dalle orecchie che appaiono in etichetta.
Ci troviamo su terreni alti, piu freddi, con maggiore presenza di argilla, rocce calcaree di galestro e palombino.
Qui il Franc trova un terroir veramente peculiare tanto da sovvertire le normali credenze argilla=struttura.
Vino schietto, molto diretto e verticale che gioca molto sulla purezza del frutto. Tannino graffiante e asciutto, sentori di erba e fieno, nota balsamica. Senza fare paragoni a me ricorda molto i vini di Chinon.
Ampeleia 2021

🍇 Cabernet Franc
⛰️ 500 mt s.l.m
🍁 Terreni con presenza di sasso e calcare, meno argilla
⏳ 10% grappolo intero, affinamento 18 mesi in cemento, 1 anno in bottiglia
🗓️ Prima annata 2002
🌡️ 13,5%
Quando le intuizioni si rivelano vincenti: ecco il vino più rappresentativo e che infatti prende il nome proprio dall’azienda. Un Franc che si è adattato perfettamente a Roccatederighi, che parla “rocchigiano” perché racconta il terroir da cui proviene.
Dal colore rubino intenso e profondo, al naso si apre in decine di sfaccettature partendo da un fresco floreale, dai frutti di bosco, passando per sferzate balsamiche e di erbe officinali e terminando su terziari di spezie. Al palato sorprende per armonia, finezza e grande eleganza. Tutte le componenti sono perfettamente amalgamate in un equilibrio di grande delicatezza.
Vino strepitoso.
Empatia 2019


🍇 100% Marlot
⛰️ 500 mt s.l.m
🍁 Vigna più vecchia
⏳ 20 giorni sulle bucce, acino intero, 12 mesi di affinamento in cemento
🗓️ Prima annata 2007
🌡️ 14%
#️⃣ 500 Magnum
Chiudiamo la degustazione con una inaspettata sorpresa: un Merlot atipico che prende il carattere dal territorio. Non è ruffiano, dominano le durezze. Bellissime note balsamiche e vegetali, di frutti di bosco. Tutto quello che difficilmente ti aspetti da un Merlot toscano.
Conclusioni:
Ampeleia è una realtà che non ti aspetti per molteplici motivi che proverò a spiegare. Prima di tutto il luogo: la strada che raggiunge la cantina è immersa nei boschi, di vigne non se ne vedono ed è sorprendente trovarle al mio arrivo proprio sotto al borgo di Roccatederighi. Il corpo aziendale è perfettamente integrato nel contesto naturalistico delle colline metallifere e dell’alta Maremma. La prima sensazione che ho avuto è stata proprio quella di trovarsi in un contesto unico, confermata poi dalle persone che lo vivono e dai vini che producono. Mi piace pensare che per scegliere questo posto, partendo dal Trentino e avendo girato per mezza Italia, anche loro abbiano provato la stessa mia sensazione. A volte come in questo caso le sensazioni sono tutto, oltre il coraggio, la visione e successivamente il grande lavoro.
Altra caratteristica che rende unica Ampeleia è rappresentata ovviamente dai vini.
Tutti i vini che giocano sull’eleganza, sulla finezza, sulla verticalità. Vini dalla gradazione alcolica bassa, grazie al terroir e alla maestria in vigna. Vini schietti che raccontano molto del territorio dal quale provengono. Altro filo conduttore di tutta la linea degustata è la grande beva che li fa sembrare a primo impatto semplici ma che cela invece una grande complessità.
Praticamente ciò che non ti aspetti dai “classici” vini maremmani, spesso troppo opulenti e strutturati.
Ultimo aspetto ma non per importanza: le persone. Se da giovanissimo parti dal Trentino per una vendemmia in Toscana e dopo oltre 20 anni sei ancora lì significa che in quel luogo hai trovato qualcosa di magico. Dalle parole e dai racconti di Marco Tait si capisce quanto Ampeleia lo abbia stregato e quanto sia diventata parte di lui. Il suo grande merito è stato quello di ascoltare quel luogo, capirlo e piano piano assecondarlo.
Visone, ascolto e duro lavoro: sono queste le 3 parole che mi porto dietro e che per me descrivono al meglio la realtà di Ampeleia.


