Le Guaite di Noemi: “Date a una ragazza le scarpe giuste e conquisterà il mondo” (cit. Marilyn Monroe)

E’ una fredda e piovosa mattina di Novembre quando dal centro di Verona mi dirigo a Nord- Est, verso la zona della Valpolicella Orientale. La destinazione finale è Mezzane di Sotto, a circa 20 km da Verona e situato sulle prime alture dell’altopiano Lessinico. Il paesaggio da pianeggiante diventa collinare, fino a quando raggiungo l’azienda da visitare, Le Guaite di Noemi.

L’azienda si trova a circa 400 mt sul livello del mare ed è guidata da una giovanissima viticoltrice, Noemi Pizzighella.

La storia è abbastanza recente e nasce tutto con l’acquisto da parte del padre di Noemi, Stefano Pizzighella, di un frantoio, proprio dove oggi sorge la cantina. Era il 1987. Viene avviata così la produzione dell’olio sfruttando alcuni oliveti di proprietà della famiglia nel comune di Mezzane di sotto. Produzione che oggi continua sfruttando circa 3 ettari di oliveto con 1500 piante che regalano circa 22 ettolitri di olio, di cui una parte viene imbottigliata (5.000 bottiglie circa) ed una viene venduta sfusa. Le varietà presenti sono Grignano, Leccio di Corno e Casaliva. Raccolta manuale, lavorazioni meccaniche a freddo e senza utilizzo di prodotti chimici.

Qualche anno dopo la famiglia inizia a piantare la vite nella parte più alta della zona collinare, a circa 500 metri, una zona che darà il nome all’azienda, Le Guaite appunto. Il significato del nome è quello di “punto di veduta”. I vigneti erano già produttivi nei primi anni ‘90 ed oggi hanno un età che va dai 20 ai 40 anni. L’anno zero per la produzione aziendale dei vini tipici della Valpolicella è però il 2002.

Il microclima della zona è molto peculiare perchè beneficia della coprtura donata dai Monti Lessini ma anche dell’influenza del vicino Lago di Garda, dunque escursioni termiche e correnti che si scontrano. Anche il suolo è particolare perchè ha origine vulcanica e unisce zone calcaree composte da calcare bianco e calcare rosa ferroso, a strati basaltici. Un terroir che riesce a donare struttura e longevità ai vini mantenendo però una grande freschezza. Le vigne tra l’altro di trovano a fianco a quelle di un certo Romano Dal Forno.

Ad accogliermi in azienda è proprio Noemi, classe 1994, la più giovane donna del vino d’Italia. Mi trovo davanti una ragazza a cui l’età anagrafica non rende merito, nel senso che si capisce fin da subito quanto grande sia la sua passione e quanto sia forte la sua personalità. Una ragazza che da sempre respira vino, tant’è che mi racconta della sua prima vendemmia fatta all’età di 8 anni e di cui ricorda ancora i colori, i profumi e la sensazione di pace e silenzio che aleggiava nella barriccaia. Da quando aveva 17 anni lavora in cantina assieme alla famiglia, iniziando così un percorso che in poco tempo la porta a prenderne le redini in prima persona. Il suo progetto nasce così nel 2015 spinta dalla volontà di mettersi in linea con un mercato in continuo cambiamento e trova il completo appoggio della sua famiglia. Da lì in avanti i cambiamenti sono molti: nuova veste grafica delle etichette (Premio Packaging al Vinitaly) con rimandi all’arte contemporanea ed in particolare al surrealismo, utilizzo della comunicazione social e maggiore attenzione alla comunicazione in generale. Si affianca ad esperti di agronomia ed enologia attuando una svolta biologica della gestione delle vigne, il tutto mettendoci non solo la faccia ma anche il proprio nome all’interno del marchio aziendale. E’ così che in pochi anni Le Guaite di Noemi si affermano sul panorama nazionale ed internazionale.

Oggi l’azienda produce circa 25.000 bottiglie dove sono presenti tutte le tipologie principali della Valpolicella.

La degustazione:
Tano – Rosso Veronese IGT – 2010

📍 Le Guaite

⛰ 400-450 mt s.l.m.

🗿 Suolo di origine vulcanica, calcare e basalto

🍁 Guyot

🍇 35% Corvina, 25% Rondinella, 40% Corvinone

🦠 5.000 ceppi per ettaro

⏳ Diraspatura, pigiatura, criomacerazione, fermentazione a temperatura controllata, malolattica svolta, maturazione 24 mesi in acciaio

🌡 13% Vol.

Partiamo da questo vino che definire di ingresso è un pò riduttivo. Blend classico di vitigni della Valpolicella, maturazione esclusivamente in acciaio. Ne deriva un vino schietto, di grande pulizia e precisione. Rosso rubino intenso e luminoso. Al naso mostra un bouquet dove il floreale ed il fruttato dominano incontrastati. Mammola, ciliegia e prugna mature, piccoli frutti di bosco in confettura. Interessante la nota erbacea. Il sorso è rotondo e di corpo, grande freschezza data anche da una leggera sapidità. Finale persistente con una retro olfattiva improntata ancora sul frutto e rinfrescata da una nota balsamica.

Valpolicella Superiore DOC – 2010

📍 Le Guaite

⛰ 450-500 mt s.l.m.

🗿 Suolo di origine vulcanica, calcare e basalto

🍁 Guyot

🍇 35% Corvina, 20% Rondinella, 35% Corvinone, 10% Oseleta e Croatina

🦠 5.000 ceppi per ettaro

⏳ 1 mese di appassimento, diraspatura, pigiatura, criomacerazione, fermentazione a temperatura controllata, malolattica svolta, 36 mesi in botti di rovere francese di secondo passaggio, 24 mesi in bottiglia

🌡 14% Vol.

Se il primo vino mi aveva stupito, questo lo fa ancora di più. Sono in pochi a fare lunghi affinamenti su un Valpolicella Superiore, la maggioranza delle bottiglie in commercio riporta il millesimo 2017, 2018. Quello che stupisce in questo vino è la grande vitalità e freschezza. Il colore è un rubino intenso con leggeri riflessi granato sull’unghia. Al naso è complesso, fine e davvero ampio. Violetta, prugna, ciliegia, ribes ma anche molti sentori di spezie tendenzialmente dolci come la cannella, la liquirizia. Mi aspetto così un palato opulento ed invece trovo in bocca un incredibile equilibrio: sì la struttura è importante, rotondo, caldo, ma ad equilibrare il tutto sono le parti dure dove freschezza e soprattutto tannino si fanno sentire. Una beva davvero piacevole così come la sensazione di pulizia che rimane al termine di un finale molto persistente.

Valpolicella Ripasso Superiore DOC – 2010

📍 Le Guaite

⛰ 450-500 mt s.l.m.

🗿 Suolo di origine vulcanica, calcare e basalto

🍁 Guyot

🍇 35% Corvina, 20% Rondinella, 35% Corvinone, 10% Oseleta e Croatina

🦠 5.000 ceppi per ettaro

⏳ 1 mese di appassimento, diraspatura, pigiatura, criomacerazione, fermentazione a temperatura controllata, malolattica svolta, seconda fermentazione sulle vinacce dell’Amarone, decantazione in vasche di acciaio, 36 mesi in botti di rovere francese di secondo passaggio, 24 mesi in bottiglia

🌡 15,5% Vol.

Spesso la prima impressione è quella che conta, la conferma arriva dopo l’assaggio di tutta la linea dei vini. Gusto personale, ma questo Ripasso mi ha veramente impressionato. Colore rubino impenetrabile, alcune sfumature sul granato che non incidono sulla luminosità, stupenda del vino. Al naso è una esplosione di profumi, netti, nitidi e di grande finezza. Marmellata di mora, confettura di piccoli frutti di bosco, prugna secca, ciliegia, liquirizia, cannella, vaniglia. I sentori erbacei e balsamici si alternano a quelli di caffè e cacao. Avvolgente al palato, l’alcool non è percepito per il suo reale ed importante valore. A fare da contraltare a tutte queste morbidezze ci pensa un tannino fitto e disteso, una leggera sapidità e soprattutto tanta freschezza. Se parliamo di coerenza naso palato è difficile da accettare: dal naso ti aspetteresti un vino super concentrato ed invece al palato domina l’equilibrio. Finale lunghissimo dove a sorprendere è una bellissima nota balsamica, di menta ed eucalipto, perfettamente integrate a sentori di cacao e polvere di caffè… avete presente gli After Eights…

Amarone della Valpolicella DOC – 2008

📍 Le Guaite

⛰ 450-500 mt s.l.m.

🗿 Suolo di origine vulcanica, calcare e basalto

🍁 Guyot

🍇 35% Corvina, 20% Rondinella, 35% Corvinone, 10% Oseleta e Croatina

🦠 5.000 ceppi per ettaro

⏳ 3 mesi di appassimento, diraspatura, pigiatura, criomacerazione, fermentazione a temperatura controllata, malolattica svolta, seconda fermentazione sulle vinacce dell’Amarone, decantazione in vasche di acciaio, 36 mesi in barrique di rovere francese nuove, 48 mesi in bottiglia

🌡 17% Vol.

Partiamo da una considerazione: Anteprima Amarone 2020, presentata l’annata 2016. Come per molti altri vini italiani, l’Amarone necessita a mio avviso del suo tempo, prima di uscire in commercio. Certo ci sono espressioni altrettanto interessanti tra quelli che si attengono rigidamente a quanto imposto dal disciplinare ma si parla di vini estremamente diversi, alcuni da bere piacevolmente anche nell’immediato. Qui la filosofia è diversa: il tempo è un amico e non un nemico, attendere significa proporre un vino maggiormente pronto, con una bella evoluzione, equilibrato. E’ questo che ritrovo nel calice: colore splendido, rubino impenetrabile, granato sull’unghia. Al naso una miriade di sentori si alternano passando dal floreale, al frutto in confettura e sotto spirito, alle spezie ed innumerevoli terziari tra cui caffè e cacao, a note erbacee, di erbe officinali. Al palato è avvolgente, caldo, dalla struttura imponente. Come ormai avrete capito dalla descrizione degli altri vini prosegue anche qui la linea dell’equilibrio. Alle sensazioni morbide si alternano potenti quelli dure: tannino fittissimo, leggera sensazione sapida, freschezza. Un vino che definirei masticabile ma che non manca di eleganza, di scorrevolezza. Finale infinito con una retro olfattiva che rispecchia perfettamente l’ampiezza dei sentori percepiti al naso.

Recioto della Valpolicella DOCG – 2010

📍 Le Guaite

⛰ 500 mt s.l.m.

🗿 Suolo di origine vulcanica, calcare e basalto

🍁 Guyot

🍇 35% Corvina, 20% Rondinella, 35% Corvinone, 5% Oseleta, 5% Croatina

🦠 5.000 ceppi per ettaro

⏳ 6 mesi di appassimento, diraspatura, pigiatura, criomacerazione, fermentazione a temperatura controllata, malolattica svolta, 36 mesi in barrique di rovere francese nuove, 24 mesi in bottiglia

🌡 13% Vol.

Chiudiamo in bellezza. Sono un grande amante del Recioto ma sono anche molto critico nei suoi confronti. Non amo quei vini dove a spingere è la dolcezza più delle altre caratteristiche. Qui mi ritrovo in pieno nel mio gusto personale. Il colore è un bellissimo rubino intenso e impenetrabile. Al naso si apre un bouquet ricchissimo ed elegante: floreale di violetta, frutta secca disidratata, marmellata di more e ciliegie, cioccolato e altre spezie. Ci si aspetterebbe quasi un concentrato di frutta ma invece al palato regala grandi emozioni grazie ad una incredibile acidità ed anche ad una piacevolissima nota sapida. Il corpo è ovviamente robusto, avvolgente ma mai fuori dalle righe. L’equilibrio è sottile ma tutte le componenti diventano in bocca armoniche. Lunghissimo finale, un vino che a mio gusto si abbina benissimo ai formaggi, molto stagionati o erborinati, più che ai dolci. Chiude dopo numerose note fruttate con una scia di caffè e cioccolato.

Conclusioni:

Era da tanto che sentivo parlare dei vini di Noemi, mi hanno sempre incuriosito e finalmente ho avuto l’occasione di provarli. Dei vini ne ho parlato ampiamente sopra, quello che posso aggiungere è che trovo in tutta la sua linea lo stesso filo conduttore: una potenza controllata. Vorrei spendere però due parole in più sulla persona. E’ veramente bello vedere come una ragazza così giovane sia riuscita a prendere le redini dell’azienda di famiglia ed è ancora più bello vedere come in poco tempo sia riuscita a trasformarla, a farla sua e farla conoscere in Italia e nel Mondo. Ho sentito numerose opinioni e punti di vista spesso contrastanti sui suoi vini ma una cosa è inconfutabile, sono veramente buoni e questo per me è un dato oggettivo.

Insomma che dire ancora, il futuro è dalla tua parte, se sei riuscita a fare così tanto in così poco tempo, chissà cosa potrai ancora fare nei prossimi anni.

“Date a una ragazza le scarpe giuste e conquisterà il mondo.” (cit. Marilyn Monroe)

… in questo caso erano degli stivali per andare in vigna!

Grazie Noemi, a te ed alla tua famiglia per l’ospitalità, è stato un vero piacere.

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