Terčič – “Coerenza è quando ciò che dici, ciò che fai, ciò che pensi e ciò che sei vengono tutti da un unico posto”

Se c’è una zona al di fuori della Toscana che adoro quasi quanto la mia terra, è senza dubbio il Collio, “cuei” o “brda” che sia, perchè se c’è un confine è solo geografico, non certo naturale. 

Una delle prime cose che ho fatto quando hanno riaperto i confini regionali è stata organizzare un viaggio in Friuli e contattare Ana Tercic. Con Ana ci scrivevamo da tempo, nel corso del primo lockdown avevo assaggiato una parte dei loro vini e durante il secondo avevo quasi completato gli assaggi della linea. L’utilizzo dei social in un periodo così complesso ha colmato le distanze e messo le basi per quella che poi si è trasformata in una visita vera e propria. Una visita consapevole perchè Ana è stata così gentile da raccontarmi nel corso di quei mesi molto dell’azienda, della loro storia, del lavoro quotidiano svolto in vigna.

Siamo in Località Bucuie a San Floriano del Collio, colline verdeggianti in cui si alternano vigne, bosco, alberi da frutto e olivi: una cartolina della biodiversità. Zona dove molteplici fattori climatici si incontrano generando un microclima unico e peculiare: venti marini da sud, la Bora che arriva dalla Valle del Vipacco, le montagne più a nord che fungono da scudo per i venti freddi. Terroir che si completa con suoli composti da arenarie e marne argillose, la famosa Ponca, e con il lavoro meticoloso dell’uomo. 

Ana rappresenta la quarta generazione vitivinicola della famiglia Tercic: avviata da Alojz, proseguita da Zdenko, rispettivamente suoi bisnonno e nonno, oggi guidata da Matijaz, suo padre. E’ proprio con lui che a partire dal 1990 l’azienda decide di dedicarsi esclusivamente alla produzione del vino, dalla vigna fino all’imbottigliamento ed è dall’annata 1994 che le bottiglie escono sul mercato. Oggi l’azienda opera su 9,5 ettari dislocati tra le colline di San Floriano e le pianure sottostanti, allevando vitigni tipici del territorio quali Friulano, Ribolla Gialla, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Sauvignon, Chardonnay e Merlot, tutti utilizzati in purezza eccetto che per il Vino degli Orti, vino “evocativo” di cui avevo già ampiamente parlato (trovate l’articolo sul blog).

La visita non poteva che iniziare dai vigneti, quelli che circondano il corpo aziendale. 

Proprio di fianco all’ingresso ci fermiamo tra i 7 filari di Chardonnay allevati a Guyot che soltanto nelle annate migliori danno vita al Planta. Ci spostiamo poi al di sopra della cantina nella vigna di Merlot con viti di oltre 50 anni. Il lavoro in vigna è certosino in ogni periodo dell’anno e la conoscenza sviluppata nel corso degli anni permette di trattare le piante singolarmente riservando ad ognuna le attenzioni adeguate. 

La cantina è strutturata su più livelli in modo da sfruttare il principio della gravità. La raccolta delle uve, rigorosamente manuale, avviene all’alba. La loro temperatura che mediamente è attorno ai 18° viene abbattuta mediante serpentine in acciaio e portata e mantenuta attorno ai 10°. Dal piazzale le uve scendono per gravità al livello sottostante dove avviene una macerazione pellicolare a freddo. 8/9 ore per il Pinot Grigio, 10/18 per Friulano, Chardonnay e Sauvignon, 24/36 ore per la Ribolla Gialla. Fermentazioni non spontanee, batonnage che specialmente nei primi periodi viene eseguito anche 2/3 volte al giorno. Acciaio inox per tutti i vini tranne che per il Merlot che affina in barrique di rovere francese (50% nuove e 50% usate) e per le selezioni Dar, Scemen e Planta dove vengono utilizzate barrique e tonneaux 1/3 nuove, 1/3 di primo passaggio, 1/3 usate.

Questione tappi: ci siamo soffermati a lungo sull’argomento, a cui tengo particolarmente, con Matijaz ed Anna. Trattandosi di vini dall’ottimo potenziale evolutivo quella del tappo è una scelta fondamentale. Il loro è uno studio continuo fatto di confronti ed esperimenti: ad oggi la scelta ricade sul monopezzo per le selezioni e per il Merlot e su Diam per gli altri vini. Sarà molto interessante vederne la resa nel corso degli anni.

La degustazione:

Come detto precedentemente ho avuto modo di assaggiare da casa quasi l’intera linea dei vini attualmente in commercio e così con grande piacere mi trovo a degustare annate più vecchie con un focus particolare sulla 2014.

Piccola premessa: che l’annata sia sta complessa è fuori dubbio, che sia stata demonizzata indiscriminatamente oltre il dovuto è altrettanto una certezza. Grande fortuna per noi assaggiatori e appassionati trovarsi a bere vini con alcuni anni in più sulle spalle, un pò meno per le aziende che si sono trovate a gestire un magazzino più affollato. 

Chardonnay

Non sono molti gli Chardonnay italiani che mi colpiscono, spesso omologati, senza anima, spinti su profumi esotici e troppo morbidi al palato. Qua la storia cambia perchè ad emergere ed equilibrare il tutto sono le durezze. Una mini verticale molto didattica perchè confronta tre annate molto diverse tra loro.

2016 annata a fasi alterne in cui un inverno secco è stato riequilibrato da una primavera piovosa, e l’estate particolarmente siccitosa salvata dalle piogge di fine Agosto. Profumi intensi di frutta gialla matura, anche esotica. Al palato prevalgono leggermente le morbidezze: caldo e avvolgente. Una bella mineralità e sapidità riescono a riportare tutto in equilibrio. 

2015 annata molto buona dall’andamento regolare. Dei 3 il vino più equilibrato e probabilmente con la più ampia possibilità evolutiva. Elegante al naso con profumi floreali di ginestra e tiglio, frutta gialla carnosa e leggere note di erbe officinali. Il sorso è rotondo e caldo ma con una spalla acida che equilibra tutte le componenti. Gran vino.

2014 una delle più complesse della storia recente. Estate calda, umida e piovosa con Agosto e Settembre colpite da importanti precipitazioni e temperature ben al di sotto della media. Il microclima della zona ha inciso positivamente sulla sanità delle uve grazie ad una costante ventilazione, il super lavoro in vigna ha fatto il resto. Ne esce uno Chardonnay di grande freschezza che oggi a mio avviso si trova nella migliore finestra di bevibilità. Se vi capita tra le mani non lasciatevelo scappare, vi sorprenderà.

Pinot Grigio 2014

Vitigno che nel corso dei decenni ha subito abusi e soprusi, spesso relegato a vino da tavola ed esportato in enormi quantitativi a prezzi bassi all’estero. Questa è la “croce” storica che si porta dietro e questa è la percezione del consumatore non informato. Ci tenevo a fare questa premessa perchè sono un grande fan di questo vitigno e quando ne trovo un’espressione come questa che gli rende merito quasi mi emoziono. Vigne baciate dalla fortuna con esposizione perfetta che regala un irraggiamento totale. E così che dalla 2014 Tercic tira fuori dal cilindro un capolavoro. Un Pinot Grigio di rara eleganza e complessità: lo si capisce dal naso, schietto, quasi didattico (frutta gialla matura e frutta secca in prevalenza ma anche note balsamiche), si conferma al palato con un sottile equilibrio tra le componenti. Strutturato, minerale e sapido, finale lungo e di grande pulizia, beva pazzesca.

Friulano 

La vigna si trova nella DOC Isonzo, età che supera i 40 anni su terreno ricco di scheletro, ciottoloso. Viti allevate a doppia cappuccina, abbassate nel corso degli anni. Grappoli medio grandi che vengono attentamente selezionati in pianta. Buccia di medio spessore, si predilige una spinta maturazione in vigna per non portare in cantina la sensazione amaricante di mandorla tostata. Un Friulano che si distingue dalla linea ed in generale dai Tocai del Collio

2014 Altra enorme sorpresa. Se rispetto alla 2018 degustata successivamente pecca un pò in struttura, questa 2014 spicca invece per qualità degli aromi (splendide note di frutta matura, quasi dolce) e grande beva. Annata che forse non sarà dotata di grande longevità ma che oggi possiamo gustare nella sua forma migliore. Agrumi e frutta esotica al naso, ricco di eleganti sentori floreali ed erbacei, con lievi note di spezie come il pepe rosa. Beva straordinaria.

2018 Complesso e profondo al naso: erbe officinali come timo e rosmarino, frutta esotica polposa, agrumi. Il sorso è avvolgente grazie ad una struttura generale importante. Altrettanto spiccata è la freschezza che grazie a mineralità e sapidità riesce a regalare un equilibrio perfetto. Un vino che darà il meglio di se tra qualche anno.

Sauvignon 2014

Doppia vendemmia perchè questo Sauvignon è composto in parte da cloni francesi e dal clone R3 friulano. Vinificate separatamente e poi assemblate. Anche in questo caso siamo nel pieno della forma di questo vino che oggi assume interessanti note evolutive sia al naso che al palato. Un lieve floreale lascia spazio al frutto maturo, esotico per lo più. Il sorso è di gran carattere, piuttosto verticale perchè emerge grande freschezza, mineralità e sapidtà. Il lungo finale chiude con interessanti note di agrumi. 

Planta 2013

Planta che in sloveno significa “terrazza” è il vino che nasce dai 7 filari di Chardonnay che si trovano proprio all’ingresso dell’azienda e che vede la luce solo nelle annate migliori. Esaltazione massima di una singola vigna e del vitigno. Colore paglierino carico con riflessi dorati. Naso caleidoscopico dove si susseguono innumerevoli sentori: ginestra, fiori secchi, frutta esotica matura, frutta secca, burro fuso, note di pane tostato, vaniglia e cannalla, miele di acacia. Palato perfettamente coerente con il naso: rotondo, strutturato, caldo ma perfettamente equilibrato dalle durezze. Finale lunghissimo e di grande pulizia. Un vino oggi in stato di grazia ma che dimostra di avere ancora molti anni davanti a se per giungere alla perfetta maturità. 

Merlot 2014

Dalla vigna al di sopra della cantina, viti che superano i 50 anni di età su un terreno roccioso nel substrato. Lavorazione completamente manuale, attenzione maniacale ad ogni singola pianta. Un rosso rubino intenso e brillante al naso è complesso e dal bouquet molto profondo e variegato: frutta rossa matura, ciliegia, piccoli frutti di bosco, una nota boisè molto equilibrata e una notevole terziarizzazione con spezie (pepe e chiodo di garofano), cacao amaro e caffè. Il sorso è avvolgente, strutturato ma notevolmente fresco. Il tannino è morbido e dalla texture molto fitta. Finale lungo dove tornano note fruttate e di caffè per chiudere con una splendida scia balsamica molto rinfrescante. 

Conclusioni

Sui vini ho già detto molto: il mio primo approccio in pieno lockdown è stato con il Vino degli Orti, un vino che mi ha emozionato perchè dietro allo splendido contenuto c’è una storia di famiglia e di cultura. Ogni singolo successivo assaggio ha incontrato il mio gusto e il mio massimo apprezzamento per finire con una degustazione in azienda che mi ha insegnato tanto sui vitigni e sulle annate. Vini specchio del territorio ma soprattutto delle persone, vini dallo stile ben definito, di pulizia e rispetto del vitigno e che mostrano le sfaccettature di ogni singola annata. Vini coerenti.

Quella a Tercic è stata per me una visita dai molteplici significati. Simbolo di una lenta ma progressiva uscita dal tunnel del Covid, simbolo di come i social se ben utilizzati possano realmente avvicinare e far conoscere le persone e per ultimo ma più importante, l’ulteriore conferma del perchè il Collio ed il Friuli in generale siano una sorta di mia seconda patria enoica. Un territorio che porto nel cuore, dove gli splendidi vini passano in secondo piano perchè a farmi tornare ogni volta lì sono le persone. La famiglia Tercic ci ha aperto le porte di casa, non solo della cantina, ha accolto me, mia moglie e soprattutto il piccolo Lorenzo come se facessimo parte della loro famiglia. Quello che porto con me non è solo il ricordo della splendida visita e della degustazione ma il ricordo della loro accoglienza che in certi casi vale più di ogni vino assaggiato. Grazie in primis ad Ana, così giovane ma già così competente ed appassionata del suo lavoro, una donna del vino di cui sentirete parlare sicuramente in futuro. Grazie a Matijaz per gli interessanti scambi di opinione e grazie a Mirjam per aver fatto, tra una spiegazione e l’altra, anche da balia al piccolo Lorenzo.

Ana ti aspetto in Toscana! Che sia per una degustazione o semplicemente per una vacanza, non vediamo l’ora di poter ricambiare le vostre attenzioni!

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