Marzocco di Poppiano: “alcune persone sono quei paesini coi vicoli in cui puoi ancora lasciare la chiave sulla porta”

Vorrei avere il tempo per visitare ogni singola realtà della mia Toscana, ho una lista lunghissima di aziende che nel tempo sta crescendo a dismisura. Ecco che nei pochi momenti liberi diventa difficile scegliere: seguire una lista, seguire consigli, decidere a casaccio? In questi casi quello che mi spinge a scegliere sono le persone. Con Roberta Chini ci scriviamo da alcuni anni, ha sempre mostrato interesse per quello che faccio, ha partecipato con entusiasmo a progetti come il WineErasmus. Lo ha fatto sempre in maniera candida, senza alcun secondo fine, per il solo piacere di conoscermi e mostrarmi la sua realtà. E così dopo numerosi tentativi stoppati da impegni personali e soprattutto dal Covid, in un caldo fine Agosto sono riuscito ad andare a trovarla.

Siamo a Poppiano, comune di Montespertoli, famoso per il suo splendido borgo medievale sul quale troneggia un imponente castello. Alle spalle di esso, sul versante che guarda San Casciano Val di Pesa si trova Il Marzocco di Poppiano. L’azienda nasce nel 1975 quando Alberto Chini e Meri Lori acqusitano dai Conti Guicciardini Corsi Salviati 3 poderi con le loro terre.

70 ettari di cui 35 vitati ed 8 di olivi con circa 2.000 piante tra leccino, leccino del corno, moraiolo, e frantoio. Sangiovese, Canaiolo, Trebbiano Toscano e Malvasia Lunga del Chianti a cui si aggiungono gli internazionali Cabernet Sauvignon e Merlot per una produzione media annua di circa 50K bottiglie. Dal 2014 è stato avviato un importante processo di zonazione che ha portato anche al censimento clonale (ad oggi sono stati individuati 4 cloni di Sangiovese). Pretale (3,3 ettari) e Vigna del Leone (1,35 ettari) le vigne più vocate. Dal 2015 è stata avviata la vinificazione separata per parcelle e per vitigni ed a breve entreranno in produzione gli impianti di Viognier e Vermentino che concorreranno alla crezione di un nuovo bianco. Acciaio, cemento e legno i materiali usati per la vinificazione e l’affinamento. I legni grandi e piccoli sono prevalentemente Garbellotto, rovere francese a tostatura media. Splendide le vasche di cemento che qui assumono importanza fondamentale a differenza di tanti che nel Chianti se ne sono disfatti per poi tornare sui propri passi.

La degustazione:

Chianti Colli Fiorentini DOCG 2018

🍇 97% Sangiovese 3% Canaiolo

⏳ Vinificazione in acciaio, macerazione di circa 2 settimane con rimontaggi e delestage frequenti. malolattica svolta, 12 mesi in cemento e 3 in bottiglia.

🌡 13,5% Vol.

Partiamo dal vino bandiera di questo territorio, il Chianti annata. Apprezzatissimo l’utilizzo del cemento che ne garantisce l’integrità dei profumi, fondamentali i 3 mesi di bottiglia.

Rubino con riflessi violacei. Floreale e fruttato al naso, un vino che punta molto su freschezza e beva piacevole e scorrevole. Tutto quello che cerco in un Chianti.

Verticale 2018-2017-2016 Chianti Riserva

Chianti Colli Fiorentini Riserva 2018

🍇 100% Sangiovese

La 2018 segna l’ingresso del Sangiovese in purezza e per mio gusto personale è l’impronta delle 3 che preferisco. Una Riserva dal bouquet profondo dove la terziarizzazione è ben presente, la trama tannica fitta e di pregevole fattura, un vino la cui maturità dista ancora diversi anni.

Chianti Colli Fiorentini Riserva 2017

🍇 90% Sangiovese, 10% Cabernet Sauvignon

Grande sorpresa in questa annata complessa. Meno profonda al naso della 2018, più equilibrata al palato dove ampiezza e durezze si fondono perfettamente. Se dovessi scegliere, oggi berrei questa 2017, un vino in splendida forma, forse con minore prospettiva ma davvero godibile.

Chianti Riserva 2016

🍇 90% Sangiovese 10% Cabernet Sauvignon

Oggettivamente la più bella bevuta delle tre. Naso elegante dove si susseguono viola, frutti rossi, erbe officinali, spezie. Morbido e pieno al palato, tannino fitto e setoso, fresco. Il Cabernet impatta naso e palato ma lo fa in maniera armonica aggiungendo quelle che sono le sue peculiarità. Un vino di grande prospettiva, destinato a evolvere negli anni.

Pretale Toscano IGT Rosso 2016

🍇 70% Sangiovese, 15% Canaiolo (vecchie viti di 70 anni), 15% Uva Francesca

#️⃣ 3.000 bottiglie

⏳ Vinificazione separata in acciaio, macerazione di circa 1 mese con rimontaggi quotidiani e delestage. Malolattica svolta, maturazione separata in botti di rovere francese da 30hl e barrique per 18 mesi. Assemblaggio in cemento per 3 mesi e bottiglia per almeno 6 mesi

Rubino intenso e dai brillanti riflessi. Naso profondo e complesso dove si susseguono piccoli frutti di bosco, frutta rossa matura, spezie pungenti come il chiodo di garofano e dolci come la liquirizia. Tannino elegante dalla trama fitta, sorso pieno e di corpo. Un vino di grande avvolgenza dotato di un lungo finale dove emergono interessanti note di caffè e cacao.

Vigna del Leone Toscano IGT Rosso 2016

🍇 5% Cabernet Sauvignon, 65% Sangiovese, 30% Merlot (vendemmiato in surmaturazione)

#️⃣ 3.000 bottiglie

⏳ Vinificazione separata in cemento. Macerazione di circa 30 giorni con rimontaggi e follature. Malolattica svolta, maturazione separata in botti di rovere francese da 30hl e barriques per 2 anni. Assemblaggio in cemento per 3 mesi e bottiglia almeno 6 mesi.

Colore rubino impenetrabile. Bellissimo al naso dove al frutto maturo ed ai piccoli frutti neri di bosco si alternano ventate balsamiche e di erbe officinali davvero rinfrescanti. Bello anche lo spettro terziario dove emerge del sottobosco unito a cardamomo e cacao. Il sorso è ampio, strutturato e caldo ma le durezze sono importanti, specialmente la sapidità, tanto da rendere la permanenza in bocca un’altalena di sensazioni. Inaspettatatamente verticale.

Conclusioni

Il tempo al Marzocco di Poppiano è un alleato e non un nemico. Sul Chianti e sulla Riserva i periodi di affinamento sono notevolmente allungati rispetto a quanto previsto dal disciplinare di produzione. Questo porta un beneficio enorme e nonostante ciò, alcuni degli assaggi di oggi risultano ben lontani dalla maturità. Sintomo di un terroir dove tutti i fattori incidono sulla longevità di questi vini e sintomo di come la tendenza sia quella di valorizzare i vini senza assecondare frettolosamente il mercato. A fare grande questa realtà sono senza dubbio le persone: Roberta e Maurizio sono due padroni di casa che ti fanno sentire ospite d’onore, cordiali e felici di farti conoscere la propria realtà. Raramente sono stato così a mio agio come da loro. Grazie dell’ospitalità, è stato un vero piacere conoscervi.

https://www.marzoccopoppiano.it/it/

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