Riecine: specialisti del Sangiovese

Riecine è da sempre considerata un’azienda con una spiccata personalità ed infatti i suoi vini sono identitari e territoriali. Personalmente ho sempre apprezzato i loro prodotti ma quello che mi ha avvicinato ancora di più e che ha fatto diventare Riecine una delle mie aziende del cuore è stata senza dubbio la conoscenza con Alessandro Campatelli. Fu un amico comune, Diego, a presentarci in una domenica di Marzo del 2017: visita, degustazione e pranzo in azienda e primo approccio con il Tre Sette di cui parlerò abbondantemente più tardi. Per quanto mi riguarda sono le persone a dare quel qualcosa in più che altrimenti si limiterebbe al mero compiacimento di un vino ben fatto. Alessandro è stato uno dei primi a credere nel nostro progetto, quello di organizzare degustazioni per piccoli gruppi, in una splendida location di nostra proprietà ed in questo caso il primo in assoluto ad accoglierci per un evento fuori sede, in azienda, dedicato ai nostri associati.

Un po’ di storia:

L’azienda si trova a Gaiole in Chianti e la sua storia recente inizia nel 1971 quando viene fondata dall’inglese John Dunkley che con sua moglie Palmina Abbagnano acquistarono il primo ettaro e mezzo. La prima annata di Chianti Classico fu la 1973. Riecine è da sempre considerata un’azienda specialista del Sangiovese e per farvi capire la sua filosofia vi riporto una famosa frase detta dal suo fondatore: “Quando il Barone Philippe de Rothschild pianterà il Sangiovese, io mi convertirò al Cabernet Sauvignon”.

Dal 2011 la proprietà è di una famiglia guidata da Lana Frank, dal 2015 Enologo e General Manager è Alessandro Campatelli con precedenti esperienze in Tenuta di Trinoro, Passopisciaro, Monteverro e Kendall-Jackson Monterey.

Le vigne si trovano tra i 430 ed i 600 metri s.l.m. su terreni misti di quarzo, roccia, argilla, sabbia e scisto. La densità di impianto varia tra un minimo di 2.550 fino ad un massimo di circa 6.000 piante per ettaro.

La cantina:

All’originale corpo della cantina costruita nel 1998 sono stati effettuati degli ampliamenti a partire dal 2012 utilizzando materiali naturali come pietra e terracotta. Nell’ala destra sono state piazzate 12 vasche in cemento non trattato Nomblot da 55 ettolitri e tutta la zona dove sono state poste è aperta. La parete formata da tavole di terracotta permette di raccogliere il calore durante le giornate di sole e trasmetterlo alla parte interna, così come riesce a mantenere una temperatura adeguata nei mesi caldi.

L’ampliamento della parte sinistra è stato sfruttato invece per la costruzione di una moderna sala degustazione e degli uffici.

Tutti i vini sono a fermentazione spontanea (senza aggiunta di lieviti selezionati) la quale aggiunge un carattere unico al prodotto finito e favorisce una macerazione a freddo che dura dai tre ai quattro giorni.

In base alle annate e alla provenienza dell’uva, i vini sono poi affinati in barrique, tonneaux, vasche d’acciaio o direttamente nei tini di cemento. I vini di ogni singola vigna maturano in lotti separati.

Sulle pareti della cantina si trovano le opere di Marco Burresi, ZED1, street artist fiorentino. A partire dalla zona di vinificazione fino a quella di affinamento viene rappresentata la storia di due acini che pian piano assumono una forma antropomorfa. Si parte dalla loro nascita per arrivare alla loro unione, che con un bacio simboleggia proprio il vino, prodotto finito, e tutte le sue sfumature di profumi. Tra l’onirico ed il surreale, un modo davvero sorprendente di rappresentare il processo di creazione del vino!

La degustazione:

Palmina Rosè – IGT Rosè Toscana – 2018

🍇 100% Sangiovese

📍 Gaiole in Chianti

🗿 Calcare e argilla

⛰ 450-500 mt s.l.m

🍁 15/25 anni

🦠 30 quintali per ettaro

⏳ Raccolta anticipata, fermentazione di 40gg in vasche di cemento Nomblot, 4 mesi affinamento in vasche di cemento

🌡 12% Vol.

#️⃣ 7.000

Primo vino in degustazione. Interamente da uve Sangiovese esce un Rosè dal colore brillante, buccia di cipolla. Merito dell’annata davvero ottima è questo colore piuttosto carico, rispetto alle versioni delle annate precedenti. La particolarità di questo vino è data da quei sentori che non ti aspetti da questo vitigno: agrumi, arancia rossa, frutta esotica. Di grande freschezza e pulizia è un vino che beneficia del clima idilliaco e dell’altitudine dei vigneti di Riecine. Al palato dimostra una bella struttura ed una grande acidità. Finale persistente ed ancora su note di agrume: ti lascia da subito la voglia di berne un altro bicchiere!

Chianti Classico DOCG – 2017

🍇 100% Sangiovese

📍 Gaiole in Chianti

🗿 Calcare e argilla

⛰ 450-500 mt s.l.m

🍁 25 anni

🦠 30 quintali per ettaro

⏳ Raccolta manuale con selezione in vigna e su tavolo di cernita, fermentazione di 10gg in vasche di cemento Nomblot, 14 mesi in tonneaux esauste e botti grandi di rovere Grenier

🌡 13,5% Vol.

#️⃣ 40.000

Per me la bevuta più sorprendente della degustazione e sottolineo l’aggettivo sorprendente perché le successive sono assolutamente di altissima caratura. Per prima cosa voglio rimarcare il lavoro che è stato fatto in questa bottiglia che senza dubbio è la bandiera aziendale: vendemmia ritardata contro tutti e tutto in attesa di una pioggia che sembrava non arrivare mai. La finezza e la freschezza è dovuta molto a questa scelta molto coraggiosa. Da aggiungere che la posizione dei vigneti di Riecine ha sicuramente beneficiato nell’ottenere un vino che in un’annata così difficile fa gridare quasi al miracolo. Colore rubino, lucente. Al naso è di una raffinatezza poco comune ad un Chianti base: elegante nota floreale di mammola, frutti di bosco e prugna davvero carnosa, leggera spezia dove emerge la vaniglia, ampio sentore mentolato ed erbaceo. Palato in perfetto equilibrio. Il finale è persistente e lascia una sensazione di perfetta pulizia e freschezza. Io rientro tra gli estimatori di Luca Gardini ed il fatto che lo abbia inserito tra i migliori 100 vini d’Italia nella guida del Corriere della Sera mi rende molto felice.

Riecine di Riecine – IGT Rosso Toscana – 2014

🍇 100% Sangiovese

📍 Gaiole in Chianti

🗿 Calcare e argilla

⛰ 450-500 mt s.l.m

🍁 45 anni (la vigna più vecchia dell’azienda)

🦠 20 quintali per ettaro

⏳ Raccolta manuale con selezione in vigna e su tavolo di cernita, fermentazione in vasca di legno Grenier, macerazione di 20/30 gg, affinamento 36 mesi in uovo di cemento Nomblot, 6 mesi di bottiglia

🌡 13,5% Vol.

#️⃣ 7.000

Altro miracolo, sempre in merito all’anno di provenienza, opposto nelle difficoltà al 2017 già citato per il Chianti Classico. Qui emerge il mio gusto personale che non vi nascondo: in assoluto il mio vino preferito di Riecine (…fino all’uscita di quest’anno di un nuovo gioiello di cui vi parlerò in seguito!). Lo stile è molto francese e lo si vuole far capire anche dalla tipologia di bottiglia scelta. Tutto cemento, se si esclude il breve periodo di fermentazione in legno. Ne esce un vino raffinato, femminile, elegante. Il colore è un rosso rubino intenso e brillante che sfuma leggermente sull’unghia in una tonalità più chiara. Al naso offre un bouquet di una finezza e pulizia incredibile: floreale, fruttato in confettura, eucalipto e menta, erbaceo e profumi dei boschi che circondano i vigneti. Al palato è suadente: un tannino che sembra seta ed una rotondità pazzesca. Il finale gioca ancora sul floreale e sul balsamico. Era quasi impossibile mantenere la stessa qualità della 2013, loro ci sono riusciti! Fantastico!

La Gioia – IGT Rosso Toscana – 2015

🍇 100% Sangiovese

📍 Gaiole in Chianti

🗿 Calcare e argilla

⛰ 450-500 mt s.l.m

🍁 40 anni

🦠 20 quintali per ettaro

⏳ Raccolta manuale con selezione in vigna e su tavolo di cernita, fermentazione in vasche di cemento Nomblot, macerazione di 10/15 gg, affinamento 30 mesi in tonneaux di primo, secondo e terzo passaggio, 6 mesi di bottiglia

🌡 13,5% Vol.

#️⃣ 7.000

Oggettivamente il vino più rappresentativo dell’azienda, un vino diventato icona nel panorama nazionale ed internazionale. Un Supertuscan da 100% Sangiovese, blend delle migliori uve provenienti dai vari vigneti. Se metto da parte la soggettività che mi porta ad amare di più il Riecine di Riecine devo riconoscere che La Gioia è veramente una bomba di vino. Annata strepitosa la 2015 e lo si nota subito nonostante la sua gioventù. Colore rubino profondo, naso complesso, potente ed elegante allo stesso tempo. Qui il floreale dobbiamo andare a cercarlo perché quello che domina incontrastato è un frutto maturo, quasi in confettura. I sentori sono quelli di prugna, marmellata di ciliegia, mora e altri piccoli frutti di bosco. Il legno è ben percettibile ma integrato e dona un ventaglio di terziari tra cui emerge la liquirizia, il cioccolato fondente ed il caffè tostato. Al palato è avvolgente, caldo e con un tannino imponente che necessita ancora di qualche anno per distendersi ed affinarsi. Stupenda la nota balsamica che lascia in un finale lunghissimo. Seguite i prossimi post perché sempre riguardo a questo vino ci sarà una bella sorpresa!

Il pranzo:

Ad attenderci un pranzo ideato da Andrea Oppo, chef del Ristorante Le Contrade di Gaiole in Chianti.

Questi i vini in abbinamento:

Chianti Classico DOCG – 2008

🍇 100% Sangiovese

📍 Gaiole in Chianti

🗿 Calcare e argilla

⛰ 450-500 mt s.l.m

🍁 15 anni

⏳ Fermentazione sia in acciaio che in vasche aperte da 1250kg, utilizzo di soli lieviti naturali, pressatura e follatura manuale, macerazione di 40gg, malolattica completata in barriques e tonneaux di secondo e terzo passaggio

🌡 14,16% Vol.

#️⃣ 34.600

Prima chicca della giornata in formato magnum abbinata ad uno gnocco alla romana con ragù finto. Annata difficile la 2008 con primavera piovosa ed estate calda, grandine che fortunatamente ha colpito un solo vigneto. Il tutto ha causato una drastica riduzione nella produzione.

Colore tendente al granato leggermente scarico sull’unghia. Un Chianti ancora fresco, con profumi di frutta rossa sotto spirito, ancora note balsamiche ed erbacee. L’attento lavoro in vigna e nei processi di vinificazione ha permesso di non avere note di cotto che potevano provenire dalle uve molto mature. A distanza di 10 anni un vino vivissimo, aiutato anche dal grande formato. Un piacere poterlo assaggiare!

La Gioia – IGT Rosso Toscana – 2004

🍇 90% Sangiovese, 10% Merlot

📍 Gaiole in Chianti

🗿 Calcare e argilla

⛰ 450-500 mt s.l.m

🍁 40 anni

🦠 20 quintali per ettaro

⏳Fermentazione in vasche aperte da 1250lt, lieviti naturali, follature manuali e delastage, 2 anni in barriques e tonneaux di rovere francese (60% nuove a media tostatura), 6 mesi in bottiglia

🌡 14,44% Vol.

#️⃣ 9.500 da 0,75, 2400 magnum, 50 jeroboam

Partiamo dal principio: viene servita una guancia brasata al mosto cotto di TreSette. Prima che venga servito quel vino in abbinamento @campatellialessandro mi chiama in disparte e mi propone: “andiamo a cercare qualcosa in cantina”. Ovviamente non dico di no e lo seguo. Alessandro inizia ad estrarre dei grandi formati finché non esce con questa 3lt di La Gioia 2004: strabuzzo gli occhi e approvo la scelta! Annata classica la 2004, l’enologo a Riecine era Sean O’Callaghan: bella estate, piogge abbondanti e autunno caldo. Vuoi per l’annata splendida, vuoi per il grande formato, quello che si presenta nel bicchiere (da notare: stappato al momento) è un vino incredibile. Colore rubino impenetrabile, un naso potente e dal bouquet profondo: frutto rosso croccante, carnoso, erbaceo e mentolato, nota di chiodo di garofano, pepe nero, eucalipto, polvere di caffè. Al palato mostra una grande nota acida, un tannino disteso ma ancora reattivo, avvolgenza e calore. Finale lunghissimo su note di caffè tostato. Una bevuta indimenticabile di uno degli IGT Toscana che preferisco. È stato bello poterlo confrontare con il nuovo 2015 e capire ancora meglio cosa potrà diventare tra qualche anno.

TreSette – Merlot Toscana IGT – 2016

🍇 100% Merlot

📍 Gaiole in Chianti

🗿 Calcare e argilla

⛰ 450-500 mt s.l.m

🍁 45 anni

🦠 30 quintali per ettaro

⏳ Raccolta manuale con selezione in vigna e su tavolo di cernita, fermentazione in botti tronco-coniche di rovere francese di Grenier, macerazione di 10/15 gg, affinamento 20 mesi in 3 tonneaux di rovere da 7 ettolitri

🌡 13,5% Vol.

#️⃣ 2.700

Partiamo dal nome: TreSette come le 3 tonneaux da 7 ettolitri utilizzate per l’affinamento, ma anche con riferimento al gioco di carte del quale vengono rappresentati in etichetta i semi. In passato il Merlot veniva utilizzato in una modesta percentuale su La Gioia, viti vecchie di circa 45 anni che hanno ritrovato grazie a questo vino la loro funzione. Mi dilungo un po’ perché quello di cui sto parlando è un vero e proprio gioiello, una delle migliori espressioni di Merlot in purezza toscano degli ultimi 10 anni. Avevo assaggiato un campione di botte a Marzo 2017, poi in fase di poco successiva all’imbottigliamento a Settembre 2018, a Vinitaly 2019 e per ultimo in occasione di questa giornata passata a Riecine. Quella che 2 anni fa era solo una impressione si è trasformata nel corso del tempo in assoluta certezza: ci troviamo di fronte ad un vino straordinario. Rosso rubino lucente. Al naso offre un bouquet elegante e complesso: si passa dal frutto maturo, a spezie che portano verso l’Oriente, liquirizia, bel sentore vegetale e soprattutto di sottobosco. Al palato gioca sul filo dell’equilibrio grazie ad un tannino fitto e setoso, una grande freschezza ed una rotondità vellutata. Finale lungo con note fresche di eucalipto. Un vino pazzesco, uno dei miei migliori assaggi degli ultimi anni! Sarei curioso di metterlo in una batteria di grandi Merlot in purezza…sono sicuro che farebbe le scarpe a tantissimi!

Sebastiano IGT Toscana Passito – 2001

🍇 50% Trebbiano, 50% Malvasia

📍 Gaiole in Chianti

🗿 Calcare e argilla

⛰ 450-500 mt s.l.m

🍁 25 anni

🦠 30 quintali per ettaro

⏳ I grappoli una volta recisi vengono fatti appassire sulla vite o su graticci, fermentazione naturale in barriques, 12 anni in barriques di rovere francese

🌡 12% Vol.

#️⃣ 5.000

Terminiamo in bellezza ed in dolcezza. Ultima annata prodotta di Sebastiano, pochissime le bottiglie rimaste di un vino che per chi lo ha assaggiato sarà un bellissimo ricordo e per chi non l’ha fatto rimarrà per sempre un rimpianto!

12 anni di affinamento, ed ormai già alcuni anni di bottiglia donano a questo passito un fantastico colore ambrato intenso. Al naso è potente, fine e molto complesso: confettura di albicocca, miele di acacia, caramello, vaniglia, scorza di arancia, frutta secca. Al palato è perfettamente bilanciato perché la dolcezza viene equilibrata dall’acidità, risulta morbido ed avvolgente ma non stucchevole. Il finale è lunghissimo ancora su note di miele e caramello.

Un vino unico e potenzialmente eterno!

Conclusioni finali:

Raramente mi capita di gradire così tanto l’intera linea di prodotti attualmente in commercio. Questo è uno dei rari casi, e posso anche dirvi che lo è già da diversi anni. Un’azienda che fa del Sangiovese la sua bandiera e che lo propone in varie declinazioni: da un fantastico Chianti Classico ‘17 fino ad arrivare al supertuscan La Gioia ‘15. Quello che mi ha più impressionato, e lo avrete sicuramente capito da quanto ne ho parlato, è il neonato Tre Sette, un vino di cui sentiremo parlare nei prossimi anni e che scommetto diventerà un punto di riferimento de Merlot in Toscana.

Quello che abbiamo degustato a pranzo invece esula da tutto ed è qualcosa di speciale che abbiamo avuto la fortuna di bere. Per questo e per tutta la giornata in generale ringrazio infinitamente Alessandro Campatelli e Riecine per l’accoglienza, per l’ospitalità e la generosità. Ringrazio Andrea Oppo, chef de Le Contrade di Gaiole in Chianti per lo splendido abbinamento. Ringrazio tutti quelli che hanno partecipato a questa prima uscita sociale. Vista la riuscita, ce ne saranno sicuramente delle altre! Alla prossima!

http://www.riecine.it/

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