Gravner: dove il tempo scorre più lentamente

È piuttosto semplice descrivere un vino quando si ha un minimo di competenza tecnica, è invece difficilissimo capire e raccontare quello che c’è dietro. Ho scritto e cancellato decine di volte l’inizio di questo articolo sulla visita fatta a Gravner perché rimani talmente affascinato ed imbambolato dal suo mondo che fatichi a trovare le parole giuste.

È la mattina del terzo giorno della Exclusive Wine Expierence promossa da @brdahomeofrebula giornata interamente dedicata alle visite in azienda. Ad accoglierci in Località Lenzuolo Bianco ad Oslavia è Mateja Gravner figlia di Josko che ci porta subito in vigna, là dove nasce tutto.

Ci troviamo in uno dei tre vigneti dell’azienda, il Runk, posizionato a pochissima distanza dalla cantina. 8ha dei 15 totali dislocati tra Oslavia e Dedno in Slovenia. Circa 150 metri di altitudine, in linea d’aria a circa 25 chilometri dal mare e 45 dalle montagne.

A dominare la vigna una stupenda anfora ed una stele, marcatori e segni di riconoscimento di due grandi passioni di Josko. È difficile da spiegare ma quando ho poggiato i piedi su quella terra mi sono sentito catapultato in un’atmosfera idilliaca, attore non protagonista di una poesia bucolica. Vigna inerbita, trattata in maniera non invasiva. Sesti d’impianto architettati in maniera certosina con lo spazio di 145 cm tra i filari per il passaggio di piccoli trattori costruiti appositamente.

La forma di allevamento è quella dell’alberello in fila o a ventaglio: tanto lavoro manuale che però permette al grappolo un maggiore bilanciamento e favorisce l’omogenizzazione dei chicchi.

Stagni artificiali creati per ripristinare l’equilibrio naturale favorendo l’ambientamento di insetti, animali e lo sviluppo di piante fondamentali per la buona salute dell’ambiente.

“Biodiversità”, parola usata spesso impropriamente che qui trova una spiegazione ed un senso: olivi, numerose tipologie di ciliegi, cipressi (fondamentali barriere naturali per i forti venti), meli, ornielli, peri, diventano riparo per molti animali e ospitano più di 200 nidi artificiali per molte varietà di uccelli. Sfatiamo anche il mito che gli uccelli mangiano i chicchi d’uva: lo fanno per carenza idrica ma qui ci sono gli stagni dove possono abbeverarsi ed inoltre la Ribolla con la sua buccia molto spessa non è per loro troppo appetibile.

Un po’ di storia

Possiamo tracciare una sorta di linea temporale che fa da spartiacque per la storia dell’azienda e cioè quando nei primi anni ‘80 Francesco (conosciuto da tutti come Joško, per legge non si potevano fare nomi stranieri) prende in mano le redini dell’azienda.

In realtà Gravner nasce nel 1901 quando la famiglia acquista una casa e 2,5 ettari di terra ad Oslavia in quella che poi diverrà Località Lenzuolo Bianco. Famiglia di contadini che produceva uva, si dedicava alla raccolta della frutta ed all’allevamento del bestiame.

Evacuati durante la Prima Guerra Mondiale la casa è utilizzata dalla Croce Rossa per il soccorso ai soldati che difendono il fronte del Monte Sabotino che si erge proprio davanti alla proprietà. Al ritorno dal fronte e dall’esilio la famiglia comincia a ripiantare i vigneti e principalmente la Ribolla: il vino viene venduto sfuso oppure utilizzato nella loro Osteria e così accade fino agli anni ‘70 quando nel 1973 avviene il primo imbottigliamento.

Quando Joško prende in mano l’azienda cambia tutto: sfruttando i suoi studi in agraria inizia a vinificare in acciaio ed affinare in barrique. Il 1987 è una data segnante perché da un viaggio in California Joško torna con molti dubbi e una sola certezza: c’è una cosa da non fare assolutamente. Di cosa si trattava? In sostanza di quella che oggi possiamo chiamare la ricerca dello “sweet-spot” ovvero trovare un bilanciamento alcolico tramite manipolazioni tecnologiche, tecnica che purtroppo riconosce al suo ritorno in molti vini prodotti in Italia assieme a quella degli aromi aggiunti. Altro evento segnante è la grandinata del 1996 che distrugge il 95% della produzione dell’annata: è dallo sconforto più totale che nascono grandi cose. Iniziano così le prime prove di macerazione della Ribolla. Così dall’anno successivo tutto i vini vengono macerati per alcuni giorni in grandi botti aperte e temperatura non controllata. Il secondo viaggio che segna profondamente la filosofia di Joško è quello nel Caucaso, l’eden del vino, laddove il vino è nato. Nel 2001 inizia così la vinificazione nelle anfore secondo la modalità classica della zona del Kakheti nel Caucaso: grandi anfore in terracotta interrate. Affascinante è la storia delle prime anfore arrivate in azienda: un racconto di viaggi lunghissimi e difficoltosi dove la maggior parte di esse non arrivava mai integra in azienda.

Le coppe

Prima di passare ai vini degustasti voglio parlarvi di una ulteriore particolarità: i bicchieri o meglio le coppe.

L’idea di crearli viene a Joško nel 2000 nel viaggio in Caucaso organizzato per le anfore. Durante una visita ad un monastero sulle colline di Tbilisi gli viene offerto del vino servito in coppe di terracotta. “Il gesto che la coppa ti impone verso il Vino è più intimo, più rispettoso e più umile”.

Così l’idea viene messa in pratica da Massimo Lunardon, noto artista della lavorazione del vetro soffiato a bocca. Un metodo che non ha impatto sull’ambiente perché utilizza esclusivamente vetro senza piombo estremamente resistente. Ognuno fatto in maniera artigianale e pertanto da considerarsi pezzo unico.

Coppe bellissime dotate di tre rientranze che permettono un’impugnatura a tre dita, due laterali ed una al di sotto della coppa.

Se inizialmente rimango un po’ spiazzato il mio cervello comincia ad elaborare e mettere insieme pezzi: penso alla filosofia dell’azienda, a quello che Mateja ci ha spiegato e raccontato durante la visita e penso sopratutto al Caucaso ed alle sue anfore. L’esperienza diventa totale: assaggio quei vini con riverenza, mi sento catapultato dentro a qualcosa di inaspettato.

I vini:

Gravner – Rujno – Venezia Giulia IGT Rosso – 2003

📍 Oslavia (GO)

🍇 Merlot, piccola percentuale di Cabernet Sauvignon

⌛️ Fermentazione con le vinacce in tini aperti di rovere per 5 settimane, lieviti indigeni e temperatura non controllata, 7 anni di affinamento in botti di rovere, 7 anni in bottiglia.

☀️ Stagione asciutta, piogge scarse. Limitata quantità ma grande qualità delle uve.

🌡 15%

#️⃣ 2.500 bottiglie circa

Vino mitico di cui avevo sempre sentito parlare ma che non ero mai riuscito ad assaggiare. Prodotto soltanto nelle migliori annate, questo Merlot esce sul mercato dopo un periodo di 14 anni! Si avete letto bene: 2003, annata attualmente in commercio!

Rujno dal croato significa “rosso come le foglie d’autunno” ma è anche utilizzato in sloveno con la più ampia accezione di “vino”.

Proprio come le foglie di autunno si presenta di colore rosso rubino impenetrabile al centro e leggermente sfumato sull’unghia con tendenza al granato: bellissimo colore di grande vivacità specialmente considerando l’età! Avvicino timidamente il naso alla coppa perché non so cosa aspettarmi: la freschezza e la profondità dei profumi è impressionante. Per un attimo mi assento dal contesto conviviale e mi concentro solo esclusivamente sul vino: frutta a bacca rossa sia matura che sotto spirito, riconosco la ciliegia, la prugna e piccoli frutti di bosco. Bella nota di liquirizia e chiodo di garofano ma anche la pungenza del pepe nero. Sentori di sottobosco e cuoio.

Il sorso è pieno, deciso ed austero. La sorpresa viene dalla grande freschezza e sapidità che riescono a bilanciare il tutto in un equilibrio inaspettato. Finale lunghissimo dove le iniziali note di polvere di caffè vengono pulite da quelle balsamiche. Assaggio memorabile.

Gravner – Rosso Breg – Vino da Tavola – 2005

📍 Oslavia (GO)

🍇 100% Pignolo

⌛️ Fermentazione con lunga macerazione in anfore interrate, lieviti indigeni, temperatura non controllata. Dopo la svinatura e la torchiatura torna in anfora per 5 mesi, affinamento in grandi botti di rovere per 5 anni, in bottiglia altri 5 anni.

☀️ Annata equilibrata con piogge moderate nei mesi estivi. Le precipitazioni autunnali hanno favorito uno sviluppo ottimale della botrite.

🌡 14%

Se posso dire di avere una certa esperienza sugli altri vini di Gravner non posso affermare la stessa cosa per i suoi Rossi, anche per questo primo assaggio.

Colore intenso che vita da un rosso rubino al granato. Al naso è potente e complesso: frutta rossa matura, sfumature di marmellata di prugne e ciliegia sotto spirito. Non invadono ma si fanno sentire le spezie dove il chiodo di garofano è ben riconoscibile. Pepe, liquirizia e cannella lasciano poi spazio al ritorno di frutti di bosco in confettura.

Prepotente ingresso al palato dove da prima si fa apprezzare per la grande struttura poi attenuata e bilanciata da un acidità ancora vivissima data sopratutto dalla sapidità. Una trama tannica imponente e fitta e che soltanto adesso sta iniziando ad ammorbidirsi. Rimane al palato una sensazione balsamica che prosegue in un finale lunghissimo. Grande espressione di Pignolo: un vitigno che ha bisogno di molto tempo per esprimersi e che quando lo fa regala grandi emozioni, come in questo caso!

Gravner – Verticale Ribolla

2003 – 2007 – 2009 – 2010 – 2011

2011 – PUREZZA – Considerata una delle migliori annate di sempre: si presenta al naso in maniera decisa ma elegante: grande purezza nei sentori di frutta matura e caramellata (albicocca e mango), eucalipto, timo e menta, frutta secca, cannella. Palato ricco e verticale, sapido e tannico. Finale infinito ed elegante.

2010 – ELEGANZA – Annata con poca botrite che regala al naso profumi eleganti di albicocca disidratata, resina, erbe aromatiche e spezie dolci. Il tannino è setoso, grande avvolgenza ed equilibrio al palato.

2009 – DINAMICITÀ- Personalmente la mia preferita. Frutta secca in abbondanza, resina, erbe aromatiche, salvia e rosmarino, eucalipto. Piacevole e raffinata beva che denota una grande complessità. Fittissima trama tannica e notevole sapidità. Palato verticale e dinamico dove si alternano durezze e morbidezze per trovare un equilibrio perfetto. Lungo e fresco finale.

2007 – AUSTERITÀ – Assenza di botrite. Naso intenso, diretto, complesso. Prevalgono sentori di spezie ed erbe aromatiche. Il tannino è molto presente ed il sorso che ne deriva è di grande struttura ed austerità. La nota sapida ritorna anche sul finale, lunghissimo.

2003 – SPAZIALE – Selezione in magnum della prima annata fermentata completamente in anfora. Ultima testimonianza dei vigneti risalenti al 1915 e 1950 a Runk, poi espiantati. Colore ambra opaco, bellissimo. Alla frutta disidratata si affianca il miele, le mandorle e le noccioline tostate. A compensare la grassezza di questi profumi subentrano note balsamiche e speziate. Al palato denota una spalla acida ancora imponente. Finale infinito dove emerge tutta l’evoluzione di questo straordinario vino. L’eucalipto prepara per il sorso successivo.

Conclusioni:

Tanto è stato difficile trovare le parole per iniziare questo report ed ancora di più lo è concluderlo. Tralasciando gli stupendi vini che ho potuto degustare, la visita a Gravner è qualcosa che va oltre l’ordinario. Quello che si può intuire dal risultato finale, dai suoi vini, non è altro che il prodotto di una ricerca che probabilmente non troverà mai fine. Un mondo dove la priorità è quella di non alterare il corso della natura, dove il tempo è un alleato e non un nemico. Questo è quello che mi ha trasmesso Mateja fin da subito, dal primo piede messo in vigna. In un mondo dove la frenesia regna in ogni nostro singolo gesto qui ad Oslavia le lancette dell’orologio scorrono più lente e vi assicuro che è una vera libidine provare questa sensazione.

Grazie Mateja per l’ospitalità, è stato un vero onore.

https://www.gravner.it/

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