Benvenuto Brunello Off 2021

Qualcosa si muove e a dare un segnale di grande speranza è la più importante anteprima italiana, Benvenuto Brunello. Sabato ho avuto l’onore di essere tra i 25 partecipanti di questa edizione “OFF 2021”, evento sui generis, una vera e propria sfida per il Consorzio Brunello di Montalcino. Autocertificazione, misurazione della temperatura, postazione personale con tablet a disposizione per le note, elenco dei vini presenti e servizio di sommelier organizzato da Ais. Se da un lato vedere il Chiostro di Sant’Agostino così vuoto e silenzioso provocava grande tristezza e nostalgia, dall’altro lato, quello dell’esperienza di degustazione, credo che non si potesse fare di meglio.

In anteprima i Brunello annata 2016, le “selezioni” aziendali ed i Brunello Riserva 2015 di 142 aziende, quasi 3/4 del totale. Serviti in batterie da 6 vini con l’utilizzo di Coravin su tutte le bottiglie e su questo devo soffermarmi per qualche considerazione. L’utilizzo di Coravin è stato deciso per questioni di sicurezza, per limitare al massimo il contatto del sommelier con la singola bottiglia. Se sui Rosso di Montalcino l’incidenza era minima, sui Brunello annata e riserva invece l’impatto, a livello olfattivo, è stato penalizzante: vini che necessiterebbero di essere stappati un pò prima e di prendere gradualmente aria nel calice. Ho deciso così di dare meno risalto a questo fattore privilegiando principalmente le caratteristiche gustative. 

Le annate in anteprima

Alcune considerazioni generali sulle annate in anteprima: credo che a memoria non ci sia mai stato un Benvenuto Brunello con 3 annate valutate tutte con 5 stelle dal Consorzio (2016, 2015 e 2019 per il Rosso). Parliamo di un caso più unico che raro anche se la tendenza degli ultimi due decenni mostra valutazioni sempre più alte della media storica. Prendendo a riferimento le ultime due decadi, fatta eccezione per la 2002 valutata con 2 stelle e per la 2014 valutata con 3 stelle, troviamo soltanto annate buone ed eccellenti, da 4 e 5 stelle.

Partiamo dalla 2015: inverno e primavera secchi, con temperature che sono aumentate a Giugno. Luglio segnato da un caldo eccezionale che ha fatto salire il termometro anche sopra i 40° causando anche in determinate zone problemi di siccità. Le piogge di Settembre sono state una manna dal cielo ma le temperature sono tornate di nuovo a salire. Fondamentale è stato scegliere il periodo della raccolta e così chi ha indovinato questa scelta ha avuto a disposizione uve incredibili, chi ha sbagliato previsione ha avuto a che fare con uve troppo mature che in alcuni casi hanno generato vini dall’alcol al limite del consentito. Quindi annata molto buona ma non certo semplice.

Passiamo alla 2016: James Suckling l’ha definita “…impressionante, la più grande di sempre”. Oltre il 50% dei suoi assaggi hanno avuto una valutazione pari o superiore a 95 punti. Inverno poco piovoso con temperature non troppo rigide. Le piogge in primavera, molto regolari, hanno garantito uno stato vegetativo pressoché perfetto. Un’estate scandita da temperature regolari e da qualche pioggia che ha portato ad una perfetta maturazione del frutto.

Anche per la 2019 che vede in uscita il Rosso di Montalcino si sono sprecati elogi. Alessandro Mori de Il Marroneto l’ha definita “la sua vendemmia più bella, che non ha destato alcuna ansia o preoccupazione, una festa”.

Aggiungo una mia nota personale: il territorio di Montalcino, non solo è suddiviso i versanti ma è molto frastagliato anche all’interno di essi. Se venisse fatta una zonazione, stile Piemonte, emergerebbero non so quanti “cru” ognuno diverso dall’altro. Quindi prendete queste note in ottica molto generale e non specifica.

Impressioni generali

Fatte queste dovute premesse veniamo ora alle impressioni sugli assaggi. Il mio focus, causa poco tempo a disposizione, è stato sui Brunello annata 2016, con qualche slancio verso le Selezioni/Single Vineyard e sulle Riserva 2015.

In merito ai Brunello 2016 devo dire che la qualità media è effettivamente altissima, se dovessi dare una valutazione in centesimi credo che in pochissimi starebbero al di sotto dei 90 punti. Nessun vino con difetti, nessun vino con particolari problematiche. Un’annata che rispecchia le tendenze degli ultimi anni, mia personalissima opinione, e cioè quella di fornire vini più pronti, piacevolissimi da subito, equilibrati. Vini che in buon numero ritengo non abbiano un potenziale di invecchiamento incredibile ma che invece diano il meglio di se nell’arco di al massimo 10 anni. Dico questo in funzione di colori tendenzialmente più scarichi di quanto mi sarei aspettato da annate dove le uve sarebbero dovute giungere a perfetta maturazione regalando estrazioni importanti di profumi e colore, vini che non hanno acidità elevatissime e che sono dotati di tannini dalla trama fitta ma già ben delineata. Se dovessi individuare una zona dalla quale sono usciti i vini migliori non avrei dubbi a parlare di quella sud, sud/est, con conferme, eccezioni e sorprese anche dagli altri versanti.

Altra impressione personale: sono in aumento negli ultimi anni le “selezioni” ed i vini da “single vineyard”. Fenomeno da un lato positivo perchè quelle che ho assaggiato hanno effettivamente una marcia in più, alcune veramente sensazionali. Il lato negativo è che sembra che questa tendenza incida negativamente sul Brunello “annata” talvolta riducendolo all’ultima selezione delle uve dopo Selezione e Riserva. Pensando alla 2014 ad esempio, nonostante l’annata particolarmente difficile, ho trovato Brunello “base” eccezionali proprio perché la selezione e la riserva non erano state prodotte. 

Veniamo ora agli assaggi che più mi hanno colpito:

Brunello di Montalcino 2016

Salvioni

Credo che il Brunello di Salvioni sia sempre rientrato tra i miei migliori assaggi di ogni anno tranne 2 anni fa per il semplice fatto che uscì soltanto il Rosso 2014. Potrei fermarmi qui ma invece voglio raccontarvi di questo splendido assaggio, fatto di coerenza, costanza e identità. Uno dei pochi che necessita di tempo, uno dei pochi che ti aggredisce il palato mostrando muscoli e un tannino nobile ma lontano dalla sua definizione. Un Brunello che durerà decenni e che ogni anno mostrerà qualcosa in più della sua anima. 

Giodo

Un Brunello che spicca per stile e personalità. Grande finezza e definizione dei profumi, sorso di un equilibrio pazzesco grazie a rotondità e succosità che si fondono con un tannino morbido ed elegante, grande freschezza e lieve sapidità. Un vino moderno e di una piacevolezza disarmante.

Il Palazzone

Vino che mi ha molto colpito. Se al naso fatica ad aprirsi e distendersi, al palato è una vera goduria. Un sorso di grande impatto, avvolgente e caldo ma al contempo di grande acidità. Il tannino è di ottima qualità ma ben lontano da distendersi. Un vino che a mio parere regalerà grandi emozioni tra qualche anno. 

Castello Romitorio

Un Brunello che ogni anno mi piace sempre di più. Espressione incredibile questa 2016 dove riesce ad abbinare potenza ed eleganza sia nella parte olfattiva che in quella gustativa. Fiori e frutto maturo ma anche tanti terziari in un bouquet molto profondo e nitido. Tanta materia in un sorso avvincente dove sfoggia un tannino scalpitante e di grande qualità, grande freschezza e importate struttura. 

Agostina Pieri

Sono sempre rimasto affascinato dal loro Rosso ma quest’anno a sorprendermi positivamente è il Brunello. Zona sud dalla quale sono emerse le espressioni tra le più interessanti. Un vino di una definizione olfattiva e gustativa impeccabile. Caldo e avvolgente al palato, dotato di tannini maturi e notevole acidità. Un finale che richiama le erbe officinali lasciandoti la sensazione che il bello deve ancora venire ma che quello che sto bevendo è già grandioso. 

Col di Lamo

Espressività e grazia. Dal punto di vista olfattivo il vino che più mi ha colpito per eleganza, nitidezza e profondità. Segue una progressione quasi didattica che passa dal floreale fino alla spezia sia dolce che leggermente piccante. Il sorso è una carezza per il palato, tannino maturo e dalla trama fittissima, grande freschezza, rotondo e avvolgente. Ma non fatevi ingannare! C’è tanta materia ed espressività. Finale molto persistente che lascia il palato avvolto da una magica sensazione balsamica. 

Ridolfi

“Bello”. Aggettivo che uso spesso per semplificare e per far capire che un vino è ottimo in tutte le sue caratteristiche. Manca leggermente di estrazione cromatica ma al naso ed al palato è straordinario. Grande eleganza del fiore e del frutto, leggera nota speziata e finissimo soffio balsamico. Tannino morbido e maturo, grande freschezza, corpo di media struttura, per un sorso di grande piacevolezza. Lungo il finale. 

Poggio di Sotto

Nessuna sorpresa per questo monumento dell’enologia internazionale. Mosca bianca in mezzo ad esercizi di stile che strizzano l’occhio ad un mercato dove la richiesta di vini di pronta beva è sempre maggiore. Quì rimaniamo sul classico: naso che fatica ad aprirsi, sentori cupi di frutta matura e spezie, grande austerità olfattiva e gustativa. Il tannino di qualità eccezionale scalpita, l’acidità è notevole come la struttura, davvero imponente. Vino destinato a durare decenni proseguendo la sua storia leggendaria.

Ciacci Piccolomini

Certezza assoluta, di anno in anno. Interpretazione impeccabile dell’annata: finezza e profondità olfattiva, gusto pieno, tannino elegante ed integrato, acidità, materia. Un  Brunello annata che rasenta la perfezione.

Selezioni/Vigna 2016

Ciacci Piccolomini Pianrosso

Eleganza nel calice. Fusione incredibile di sensazioni e gusto. Naso impeccabile con bellissime note di macchia mediterrannea. Tannino nobile, sapido, minerale ti avvolge accarezzandoti come un foulard di seta. Lunghissimo finale con scia balsamica che rinfresca e ti invita al sorso successivo. Splendido da bere oggi ma con un radioso futuro davanti. 

Tiezzi Vigna Soccorso

Ogni anno una conferma, questa volta un vero e proprio capolavoro. Stile perfettamente riconoscibile, tradizionale. Un Brunello verace dal bouquet ricco di frutta matura e spezie, dal palato accattivante per tannino (lontano dalla maturità e distensione), leggera sapidità, corpo e struttura generale. Un vino destinato a durare nel tempo.

Mastrojanni Vigna Loreto

Ho sentito e letto molti parlare di Brunello “donna”. Distinzione dei sessi a parte prendiamo questa definizione nel suo senso più ampio e cioè quello di caratterizzare un vino per eleganza, finezza, piacevolezza. Tutto questo si trova nel Vigna Loreto. Un vino impeccabile che gioca appunto su quelle caratteristiche e lo fa in questa 2016 rasentando la perfezione. Se cercate un Brunello che possa emozionarvi, accarezzarvi ed avvolgervi fin da subito questa è la migliore risposta.

Brunello di Montalcino Riserva 2015

Poggio di Sotto

Una Riserva che rievoca in me ricordi di assaggi mitici. In questo caso ogni descrizione è superflua: se il Brunello annata l’ho definito monumentale qui siamo oltre. Erano anni che non usciva una Riserva di questa caratura. Nascondetelo nella più remota nicchia della vostra cantina e riesumatelo tra una ventina danni. Potrebbe diventare uno degli assaggi più favolosi della vita. 

Ciacci Piccolomini Pianrosso Riserva Santa Caterina d’Oro

Unica azienda che figura nelle tre categorie dei miei migliori assaggi. Che abbia un debole per Ciacci Piccolomini credo si capisca, ma rimanendo lucido e oggettivo, era impossibile non citare i loro 3 vini. La magia di questo vino risiede nella capacità di mostrare oggi quello che sarà il domani. Al naso un bouquet infinito che spazia dal frutto matura, ai piccoli frutti di bosco anche in confettura, passando per spezie come la liquirizia ed il pepe, virando poi su toni più cupi di cuoio e tabacco. Il palato è perfettamente coerente perché se da un lato regna l’avvolgenza e la struttura dall’altro a compensare le morbidezze ci pensa un tannino maestoso assieme a sapidità e mineralità. Un capolavoro da tenere molti anni a riposo.

Tenuta di Sesta Due Lecci Ovest

Se tra i Brunello annata è stato difficile fare una selezione (quello di Sesta era sicuramente all’altezza degli altri che vi ho presentato), sulle Riserva non ho avuto difficoltà. Questa versione Ovest della Due Lecci (la vigna è suddivisa tra Est ed Ovest che vengono selezionate singolarmente a seconda dell’andamento dell’annata) è strepitosa. Riesce a convogliare il calore della zona sud di Montalcino in un vino ben lontano dall’essere “cotto” o tendente a morbidezze eccessive. Freschezza, sapidità e tannino regalano un equilibrio difficile da immaginare considerando una materia di particolare importanza.

Podere Le Ripi – Lupi e Sirene

Vino stratosferico dove gli opposti si attraggono. Al naso elegantissime note floreali e fruttate, un frutto carnoso di grande polpa e succosità che ritroviamo anche al palato. Tannino importante ma dalla trama elegante, freschezza palpabile e sontuosa avvolgenza. Un vino che terresti in bocca per infiniti secondi perchè ti riempie, ti stimola e ti accarezza allo stesso tempo. Sembra sempre che una componente prevalga ma tutto torna subito in equilibrio. Finale lunghissimo e accattivante.

San Lorenzo – Bramante

Interpretazione davvero elegante. Al naso regala sentori di viola, piccoli frutti di bosco dove emerge la mora, in confettura, spezie ed erbe officinali. Al palato il sorso si conferma quasi masticabile, avvolgente e dai tannini con trama fitta e setosa. Equilibrio totale, finale molto lungo dove ritornano note fruttate ed erbacee, lasciano la bocca perfettamente pulita, con una gran voglia di berne un altro calice. 

Ventolaio

Come per il Brunello “annata” anche la Riserva segue uno stile impeccabile e ben determinato. Ad uno spettro aromatico ampio e molto espressivo dal lato frutto rosso aggiunge una potenza gustativa invidiabile. Tannino maturo, elegante, struttura importante. Il sorso è importante ma di grande piacevolezza. Una Riserva che si beve piacevolmente ma che prospetticamente darà ancora maggiori soddisfazioni.

2 Replies to “Benvenuto Brunello Off 2021”

  1. Grande Andrea, riesci a comunicare il vino con estrema efficacia e coinvolgimento sensoriale. Un vero professionista!

    Accoppiata vincente brunello 2016 e riserva 2015… secondo me ci sarà da divertirsi anche con la 2017

    Una considerazione generale, che è una domanda aperta che ho fatto anche nel Barolo, ma tutti questi Brunelli che ci aspettiamo abbiano vita quasi eterna che sono già così pronti e bevibili e godibili da subito, resisteranno al tempo? Riusciranno ad evolvere come i loro progenitori che prima di berli dovevi aspettare anche 10 anni?

    Ancora complimenti!!!!

    Piace a 1 persona

    1. Scusa Michele, vedo solo adesso il tuo commento. Quella è la regina delle domande: a mio avviso niente sarà come prima, tranne per qualche caso sporadico. I vini a cui sono abituato e che amo profondamente sono sempre di meno, il mercato (credo…) ha imposto un cambio di rotta per rendere fruibili fin da subito questi vini e parlo sia di Montalcino che di Langhe. Solo il tempo ci darà una risposta

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