Castello di Neive – “Santo Stefano” Barbaresco DOCG – 2013

🍇 100% Nebbiolo

📍Neive – Langhe (Piemonte)

⛰ Vigneto Santo Stefano

⏳Vinificazione e affinamento in grandi botti di rovere per 18 mesi

🌡 14,50% Vol.

🕰 Oltre 10 anni

#️⃣ 10.000 bottiglie

Azienda storica delle Langhe che trae origine da Giacomo Stupino il quale grazie alle sue conoscenze di geometra e conoscitore del territori inizio ad acquistare nella zona i terreni e le vigne che reputava migliori. Nel 1964 viene acquistata la proprietà del Castello di Neive assieme alle Cascine Santo Stefano e Marcorino. L’azienda ha poi proseguito la tradizione familiare anche dopo la morte di Giacomo grazie ai figli Anna, Giulio, Italo e Piera che dal 1970 avviarono il primo imbottigliamento e la commercializzazione dei vini Castello di Neive nel mondo.

Il Barbaresco “Santo Stefano” è senza dubbio la punta di diamante della produzione aziendale che oggi conta 17 etichette per circa 170.000 bottiglie prodotte annualmente.

Si presenta di colore rosso rubino tendente al granato brillante. Al naso è veramente elegante, profondo nel bouquet ed intenso. Una perfetta successione di profumi che parte da un floreale tendenzialmente appassito di viola, prosegue su una leggera frutta matura, specialmente piccoli frutti di bosco neri come la mora, si sposta su quelle che per me sono le più belle sensazioni e cioè quelle balsamiche per finire su terziari di spezie dolci. Fantastica la nota di liquirizia.

Ancora sulla scia dell’eleganza l’ingresso al palato: un alcol comunque importante non risulta eccessivo grazie all’attenuazione di una buona freschezza ed un tannino che seppur importante è morbido e fitto. Grande equilibrio che si riscontra anche in un finale molto persistente e dove emerge ancora la fantastica nota balsamica.

Un grande vino in una buona annata, già all’interno della sua finestra di bevibilità che si estenderà per moltissimi anni ancora. A mio avviso darà il meglio tra almeno 5 anni, presumibilmente il tempo necessario ad ammorbidire ancora il tannino e sopratutto utile a rendere ancora più ampio un bouquet già ampiamente evoluto.

Abbinamento ad una tartare di fassona piemontese con tartufo bianco di Alba: una libidine!

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