Fontodi – La cura e l’amore verso la terra di una grande famiglia allargata

Premessa:

Come spesso accade le cose belle nascono per caso. Questa visita a Fontodi nasce da lontano, da quando a Poggibonsi qualche anno fa viene inaugurato un nuovo locale, oggi punto di riferimento della Valdelsa e non solo, l’ I Love You Œenoteque. Nato principalmente come enoteca il locale diventa rapidamente uno dei migliori posti dove mangiare ed anche bere della zona grazie alla sapiente gestione di Cristian e Martina, entrambi sommelier, il primo che si dedica prevalentemente alla sala e la seconda alla cucina. Le miei innumerevoli visite mi portano a stringere un bel rapporto con loro e grazie all’atmosfera conviviale del locale a fare tante conoscenze, molte nel mondo del vino. Una di queste è Alessia, responsabile di sala e sopratutto dei vini di Tavola di Guido, altro eccezionale ristorante tra Poggibonsi e Castellina in Chianti. È proprio Alessia che grazie ai suoi contatti ci propone la visita a Fontodi che ovviamente accettiamo subito!

La visita:

È un lunedì freddo e nuvoloso e raggiungiamo l’azienda subito dopo pranzo. Fontodi si trova nel cuore del Chianti Classico, a Panzano in Chianti, nel bel mezzo di quella che viene definita “la Conca d’oro”, una vallata che si apre proprio a sud del paese di Panzano.

Da subito si capisce qual’è l’animo dell’azienda: non c’è un enorme cancello di qualche famoso scultore, non ci sono targhe o mirabolanti indicazioni, c’è soltanto un piccolo cartello in legno dove è inciso il nome dell’azienda. Poco fumo, tanto arrosto e questo lo capiremo ancora meglio durante la visita.

La storia:

L’azienda agricola Fontodi viene acquistata nel 1968 dalla famiglia Manetti celebre da generazioni per la produzione del cotto che può annoverare tra le sue opere la ricostruzione delle tegole per il restauro della cupola del Duomo di Firenze ed il pavimento della Galleria degli Uffizi. Nel 1980 la famiglia Manetti vi si trasferisce trasformando quella che per loro era una semplice casa di campagna in un impegno costante per l’attività vinicola. Ad occuparsene sono Dino, Giovanni e Marco con la supervisione del padre e dello zio Domiziano. Nel 1981 con la collaborazione dell’enologo Franco Bernabei viene progettato un vino che diventerà a breve un mito: il Flaccianello della Pieve.

Titolare dell’azienda è oggi Giovanni Manetti, tra l’altro neo-presidente del Consorzio Chianti Classico.

Si parte:

Ad accoglierci Silvano Marcucci, figura chiave e storica di Fontodi, che sicuramente non vorrebbe essere nemmeno nominato nel mio articolo e per di più elogiato, ma questo spetta a me deciderlo e dovrò farlo più volte.

Pronti via e montiamo nella sua jeep. Scendiamo dalla cantina e ci addentriamo per le vigne: praticamente tutto quello che si vede davanti a noi fino al paese di Panzano è di proprietà dell’azienda. 170 ettari dei quali oltre 80 di vigneti, certificazione biologica con la riduzione al minimo di aiuti dall’esterno. Circa 300.000 bottiglie prodotte all’anno, più di 30 lavoratori. Il Sangiovese occupa il 95% della superficie vitata, gli altri vitigni sono Pinot Nero, Syrah, Sauvignon Blanc, Malvasia. La filosofia principale è quella di praticare un’agricoltura ispirata a principi di naturalità e sostenibilità. Per farvi capire meglio: l’azienda possiede anche un allevamento di bellissime chianine, uno spettacolo ve lo assicuro, il letame viene utilizzato per concimare i vigneti assieme ai residui della potatura. La vendemmia è completamente manuale, non vengono utilizzati prodotti chimici di sintesi.

Proseguiamo con la Jeep attraverso i vigneti toccando il punto più basso è quello più alto della proprietà fino ad arrivare al paese di Panzano dove poco sotto si trova un bellissimo agriturismo sempre di proprietà messo a disposizione degli ospiti.

Da lì si vede benissimo la conca e si capisce anche il perché della definizione “Conca d’Oro”: a parte la scontata forma di una conca la luminosità anche in questo giorno d’inverno è pazzesca. Aggiungiamo le importanti altitudini dei vigneti, il terreno ricco di galestro, ed un microclima generalmente caldo ed asciutto, con importanti escursioni termiche.

Sommato il tutto si capisce come i vini di Fontodi sono facilmente riconoscibili e sopratutto sono la perfetta espressione di questo territorio meraviglioso.

Risaliamo alla cantina: andate via le nuvole quello che si apre davanti ai nostri occhi è un panorama che tende verso l’infinito: la Valle della Pesa ed ancora più in lontananza il Monte Serra, alle spalle di Pisa.

Altra chicca la troviamo proprio di fronte alla cantina: il podere che ci troviamo davanti con i suoi alti cipressi laterali altro non è che quello rappresentato sulle etichette del Chianti Classico e della Gran Selezione Vigna del Sorbo!

Le uve selezionate per ben due volte a mano proseguono il loro cammino all’interno della cantina sempre per il principio di gravità, grazie alla costruzione per livelli discendenti della stessa in modo da mantenere il più possibile l’integrità de frutto.

Serbatoi in acciaio da 5000hl dove finiscono le uve a seconda de vigneto di provenienza.

Macerazione e fermentazione a temperatura controllata, rimontaggi e follature tramite doppi pistoni idraulici. Le vinacce una volta separate saranno utilizzate per il compost, la grappa non viene prodotto per scelta personale, semplicemente non piace!

Scendendo di livello troviamo le barriques dove passa il Flaccianello ed il Vigna del Sorbo e le botti grandi dove passa il Chianti Classico. Per le barriques solo legno francese di Allier e Tronçois, massimo per 3 passaggi.

Durante il nostro percorso che segue tutti i processi della produzione incontriamo spesso dei recipienti di terracotta: il marchio è quello Manetti Gusmano & Figli. Si perché la famiglia Manetti da otto generazioni lavora la terracotta nelle proprie fornaci di Greve in Chianti. Gli orci sono prodotti interamente a mano, resi speciali dall’argilla proveniente dal territorio chiantigiano che li rende più resistenti al freddo e gli dona una colorazione molto particolare. La loro elevata capacità termica e l’azione antiossidante li rendono degli strumenti perfetti per la produzione di grandi vini. Tra l’altro ci viene confidato che alcuni di questi orci sono utilizzati da anni per alcuni progetti innovativi “top secret”!

Dopo un passaggio nelle varie zone di stoccaggio, imbottigliamento ed etichettatura saliamo verso la sala degustazione.

La degustazione:

Filetta di Lamole – Chianti Classico DOCG – 2015

🍇 100% Sangiovese

📍 Lamole (FI)

⛰ Piccole terrazze, 600mt s.l.m.

🗿 Arenaria

🖐 Raccolta manuale

🍁 Guyot, alberello

⏳ Affinamento in barriques di Allier e Tronçais, 6 mesi in bottiglia

🌡 14% Vol.

🕰 oltre 10 anni

Partiamo con il botto perché questo Chianti Classico è davvero una bomba. Ci troviamo a Lamole, poco distante da Panzano. Ci siete mai stati? Se non lo avete ancora fatto segnatevelo in agenda perché è uno dei paesaggi vinicoli più belli e suggestivi che io abbia mai visto. Altitudine circa 600mt, terrazzamenti, panorama. Il solo pensare che le uve provengono da lì ti da la certezza della bontà del vino che ne deriva!

Il colore è un rosso rubino, brillante. Al naso emerge una freschezza ed una nitidezza dei profumi incredibile. Violetta, mammola lasciano subito spazio ad un frutto fresco e concentrato prima di piccoli frutti di bosco (mora e lampone) poi di prugna e ciliegia. Seguono note minerali e di fine sottobosco. Al palato è una “filetta” passatemi il termine! Affilato, fresco vivo e con un tannino deciso ma ben supportato da una bella struttura. Finale lungo su note tostate, di spezie come la cannella e molto minerale.

Chianti Classico DOCG – 2015

🍇 100% Sangiovese

📍 Panzano in Chianti (FI)

⛰ Vigneti vari (350-500 mt s.l.m.)

🗿 Galestro

🖐 Raccolta manuale, doppia selezione

🍁 Guyot

⏳Fermentazione spontanea con lievito indigeni, macerazione con frequenti follature in vasche di acciaio. 18 mesi di affinamento in barriques di Allier e Tronçais.

#️⃣ 170.000 bottiglie

🌡 14% Vol.

🕰 oltre 10 anni

Qui siamo nella Conca d’Oro! Altitudine media dimezzata, esposizione sud, grandissima illuminazione e terreni galestrosi. Due mondi paralleli (Lamole e Fontodi) che però alla fine si uniscono merito sempre del Sangiovese. Il colore è sempre rubino, un po’ meno brillante e concentrato. Al naso emerge la complessità e profondità di un bouquet che gioca su una freschezza meno accentuata. Sempre la viola e la mammola, sempre i piccoli frutti di bosco, ma in questo caso una ciliegia ed una prugna più carnose, più mature. Così come le spezie più accentuate con il pepe e chiodo di garofano ma anche la dolcezza della liquirizia. Molto erbaceo e balsamico, un po’ meno minerale. Anche al palato le differenze si notano sull’ampiezza ed avvolgenza, più struttura, tannino più morbido e sapidità. La nota minerale è persistente su un finale molto lungo.

Due luoghi diversi che donano due vini diversi ma accomunati dall’eleganza di un Sangiovese impareggiabile.

Flaccianello della Pieve – Colli Toscana Centrale IGT – 2013

🍇 100% Sangiovese

📍 Panzano in Chianti (FI)

⛰ Selezione dai migliori vigneti (350-500 mt s.l.m.)

🗿 Galestro

🖐 Raccolta manuale, doppia selezione

🍁 Guyot

⏳Fermentazione con lieviti indigeni, macerazione con frequenti follature in vasche di acciaio, malolattica in barriques. 24 mesi di affinamento in barriques di Allier e Tronçais.

#️⃣ 60.000 bottiglie (variabile per annata)

🌡 14,5% Vol.

🕰 oltre 30 anni

Partiamo dal nome: dove oggi è situato il vigneto, in epoca romana, si trovava un villaggio dal nome Pagus “piccolo villaggio” Flaccianus ( per alcuni il capo del villaggio), quindi detto molto alla toscana “Flaccianello”, Della Pieve perché si trova sotto la Pieve di San Leolino.

Nasce Di sole uve sangioveto provenienti dal vigneto con la migliore esposizione nasce con una vinificazione tradizionale ma innovativa: prolungata macerazione delle bucce con fermentazione a temperatura controllata. Prolungato affinamento in barriques di rovere francese e lunga sosta in bottiglia. Dal 2001 è stata ulteriormente affinata la selezione andando a prendere le uve dai vigneti più vecchi con minimo 25 anni di età.

Rosso rubino profondo. Al naso è un esplosione di profumi, grande complessità e finezza ma tutto su una linea di freschezza e gioventù: piccoli frutti rossi, prugna, note di scorza di arancio e melograno. Ben percepibile un sottobosco dove il terriccio è bagnato. Bellissima nota minerale di grafite e sottile speziatura di pepe e liquirizia. Quello che si capisce dal naso è che questa grande complessità è in divenire e che siamo solo all’inizio. Questa sensazione è ancora più netta al palato: caldo, strutturato e fresco, con un tannino molto fine ma ancora scalpitante. Quello che ti ritrovi al palato è un vino davvero giovane, un bebè scalciante ma già con le idee chiare! Il finale è lungo ed emergono note di china, ferro ed erbe aromatiche Grandissimo vino ma da lasciare lì almeno 10 anni!

Flaccianello della Pieve – Colli Toscana Centrale IGT – 2015

🍇 100% Sangiovese

📍 Panzano in Chianti (FI)

⛰ Selezione dai migliori vigneti (350-500 mt s.l.m.)

🗿 Galestro

🖐 Raccolta manuale, doppia selezione

🍁 Guyot

⏳Fermentazione con lieviti indigeni, macerazione con frequenti follature in vasche di acciaio, malolattica in barriques. 24 mesi di affinamento in barriques di Allier e Tronçais.

#️⃣ 60.000 bottiglie (variabile per annata)

🌡 15% Vol.

🕰 oltre 30 anni

Annata memorabile la 2015 e questo lo si nota fin da subito in questo vino. Dimenticatevi quasi tutto quello che ho detto della 2013! Il colore è un rosso rubino acceso e brillante, concentrato. Al naso emergono una miriade di sfaccettature di una potenza e di una eleganza davvero sorprendenti. La differenza principale è nella freschezza che poi riscontrerò anche al palato: bellissima nota floreale di violetta, il frutto è davvero concentrato e succoso specialmente la prugna, ma anche la ciliegia in confettura. Mirtilli e more, tanto balsamico di foglia di eucalipto e menta. Legno perfettamente integrato, liquirizia, cuoio, humus. Potrei continuare per ore! Al palato è ancora più sorprendete perché risulta da subito pronto! Tannino finissimo, fresco e con una struttura imponente. Il sorso è avvolgente e si nota un frutto polposo quasi masticabile. Finale lunghissimo ancora su note balsamiche che puliscono in maniera impeccabile il palato. Un vino cha avrà una longevità incredibile come lo sarà alla sua evoluzione. Da bere anche subito ma sicuramente per goderne a pieno si dovrà attendere almeno una decina di anni!

“Case Via” Syrah – Colli Toscana Centrale IGT – 2009

🍇 100% Syrah

📍 Panzano in Chianti (FI)

⛰ Case Via, Pecille (esposizione sud)

🗿 Galestro

🖐 Raccolta manuale, doppia selezione

🍁 Guyot

⏳Fermentazione spontanea, macerazione con frequenti follature in vasche di acciaio. 12 mesi di affinamento in barriques di Allier e Tronçais.

#️⃣ 6.000 bottiglie

🌡 14% Vol.

🕰 oltre 15 anni

Passiamo ad una delle chicche da vitigni internazionali che produce Fontodi. In questo caso ci troviamo di fronte ad un Syrah 100%. Il colore è un rosso rubino carico, impenetrabile nonostante i quasi 10 anni sulle spalle. Al naso è potente, complesso ed elegante. Mi sembra più uno Shiraz australiano che francese. Ben presente e vivo un frutto rosso sotto spirito, precedentemente introdotto dalla viola. Nota tipica di pepe, chiodo di garofano, goudron. Le spezie sono intense ma mai troppo penetranti. Si aggiunge una nota di polvere di caffè e di cacao amaro. Al palato è caldo, avvolgente, di grande struttura ma anche con una buona freschezza ed un tannnino molto sottile dalla trama molto fitta. Nel sorso si percepisce anche una bella piccantezza piacevole e non invasiva. Finale lungo, ancora con nota di caffè e cacao a cui si aggiungono fresche note di erbe officinali. Dicevo più verso uno stile australiano che francese per la potenza ma anche per la grande acidità e mineralità.

Conclusioni finali:

Quello che Silvano ha più volte sottolineato è che Fontodi oltre ad essere un’azienda di famiglia, quella Manetti, si può considerare nel complesso di tutti i suoi dipendenti una vera e propria famiglia allargata. Devo dire che questa sensazione è ben percepibile anche da noi semplici visitatori. La passione per il vino ma soprattutto per il territorio emerge in ogni nostro singolo passaggio così come il messaggio che “il vino si fa in vigna”.

Grazie infinite all’azienda e specialmente a Silvano per la disponibilità. Grazie ad Alessia che ha reso possibile questa visita e grazie ai miei compagni di viaggio Cristian e Martina!

Non vi resta che andare a conoscere Fontodi ed i suoi vini, direi entrambi imperdibili!

http://www.fontodi.com/

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