Champagne Selezione RMConoscere, connettere, creare= sapere – di Elena Di Vaia

Il 25 novembre scorso, presso l’Antico Borgo San Lorenzo, un’amena location che rimarca le sue origini di vecchia cascina, locata a pochi chilometri da San Gimignano, e che mi ha regalato un’alba spettacolare con una “nebbia agli irti colli”-Carducci docet,- si è tenuta la degustazione Champagne Selezione RM organizzata dall’Associazione Culturale DETECTIVE MILLS WINE TASTING, Brand nato nel 2019 dalla volontà di Andrea Cappelli e Alessandro Semprucci di poter condividere non solo una grande passione per il mondo del vino, finanche poter approfondire realtà vitivinicole italiane e non solo.
Pensando ad Andrea e ad Alessandro, non posso non citare, parafrasando, One Vision dei Queen:

“Two-man one goal one mission,
One heart one soul just one solution,
One flash of light one vision”


Due Professionisti, una Missione. Una Visione.

 

Dell’Associazione culturale della Detective Mills Wine Tasting ne ho già parlato su http://www.winesommelier.it

Ci sono eventi a cui non puoi prescindere, eventi che hanno una portata emozionale, esperienziale, e didattica che lascia a chi vi partecipa, la consapevolezza di quanto il mondo degli Champagne sia polimorfo in tutti i suoi aspetti e nelle sue caratteristiche intrinseche.Un po’ come ammirare la serie “Cattedrali di Roeun” di Monet: una rappresentazione di una stessa veduta nella sua diversa esposizione della luce: muta, cambia, si presta a colori diversi, con la medesima essenza.
Una delle più belle frasi di Monet che meglio racchiude il suo estro, la sua arte e probabilmente anche l’Impressionismo stesso è “je n’ai faitque regarder ce que m’a montre l’univers”
“Non ho fatto altro che guardare ciò che l’universo mi ha mostrato”.


E’ la mia seconda partecipazione a quest’evento che spero possa diventare per me un appuntamento consuetudinario.
Avete presente quando entrate in un Museo dedicato magari ad un movimento artistico in particolare, consci di esservi preparati sulla tecnica, sui suoi artisti, sul periodo storico, sulle influenze, sulle singole opere…percorrete il primo corridoio e l’emozione  vi pervade. La scoperta, la sorpresa, l’assolutamente inaspettato che ti fa formicolare le dita delle mani. E’ esattamente così che bisogna approcciare a questo tipo di degustazione.
Avevo con me la fidata Moleskine, gli appunti, le ricerche…forse anche troppi fogli per una serata che richiedeva ascolto, oggettività, concentrazione e forse qualcosa in più…
Non puoi entrare nel musée de l’Orangerie a Place de la Concorde a Parigi con gli appunti su Monet. Nulla ti vieta di farlo, ma con il senno di poi, ho capito che tante esperienze vanno vissute “wilde”, selvaggiamente come direbbe Christopher McCandless:


“La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso”.

Parliamo finalmente degli Champagne Selezione RecoltantManipulant, degustazione organizzata in collaborazione con Claudio Corrieri, uno dei fondatori di” Le Bollicine”  impegnato nel settore dell’import di Champagne da diverso tempo, seguendo un solo fil rouge: vigneros RM, ovvero tutti i vignaioli che non vendono percentuali dei loro raccolti alle grandi Maisons ma che, al contrario, producono il loro Champagne dalla terra sino alla sboccatura finale. Piccoli vignaioli, pochi ettari e conduzioni strettamente familiari, che perseguono agricoltura sostenibile ed infine zone altamente vocate per produzioni eccezionali: Premier Cru e Grand Cru.

“Ma le piccole cose, quelle ci restano impresse. In qualche minuscola, eburnea cellula il cervello conserva le impressioni più delicate e fuggevoli”
-Oscar Wilde 

Passiamo alla degustazione

 

•Waris-Hubert (Avize Grand Cru) RM
Estence, Premier Cru -60% Chardonnay-40%Pinot Noir

Siamo in Cotes de Blancs e Oliver Waris appartiene alla quarta generazione di vignaioli nella sua famiglia.
11 ettari in agricoltura sostenibile e vigneti concentrati tra Avize, Ay, Choully, Cramant e Oger. Suolo argilloso-calcareo.
Estence, 60% Chardonnay in legno e 40% di Pinot Noir solo acciaio. 42 mesi sui lieviti, Malolattica svolta ed una % di Vin De Reserve.

Al naso tanto frutto e mineralità. Le sensazioni minerali virano verso note polverose che ricordano la cipria. Frutto pieno, maturo e succoso. Le sensazioni floreali ricordano il fiore della camomilla. Bacca di vaniglia. e in chiusura crosta di pane.
L’assaggio è voluminoso l’ingresso ma agganciato al frutto con una vena amaricante che non abbandona la bocca.


•Pierre Arnould (Verzenay Grand Cru) RM
Brut Millesime 2013 Grand Cru-80% Pinot Noir-20%Chardonnay 

Siamo nel limite settentrionale della Monathe de Reims, esposizione nordiche per una zona che regala vini più freschi e aciduli. Nathalie  Arnould è una Donna Enologa, terza in linea generazionale.

Al naso: frutta esotica, acitrina, pompelmo, citronella, erbe disidratate. Il lievito ha declinazioni interessanti che ricordano biscotti. E ancora la spezia che rimanda al pepe rosa, una sensazione balsamica e di fiore di sambuco. Chiusura gessosa.
L’assaggio: ingresso fine e che poi si apre con una bollicina che ti avvolge con un elegante richiamo alla frutta. Acidità che volge verso la sapidità con un finale lungo sui lieviti.

Nota personale: molto interessante.

•Lucien Roguet (Mailly Grand Cru) RM
Extra Brut N.3 Grand Cru-75% Pinot Noir-25% Chardonnay 

7ettari vitato suddivisi in 25 parcelle locate nella MaillyChampagne, villaggio Grand Cru nella Montagne de Reims. La famiglia Roguet è sul territorio sin dagli albori del 1900 con Louis Roguet che vendeva gran parte del raccolto ai négociantmanipulant. Con il passaggio del testimone al figlio Lucien, si cominciarono a produrre i primi Champagne RM Lucien Roguet. Una piccola curiosità: il successore di Lucien fu il figlio Pol che, come il padre, chiamò le successive etichette di Champagne con il suo nome..capite bene l’assonanza con la Maision e così decise di tornare alle origini del primo Champagne Rm etichettato dalla famiglia Roguet.

Al naso frutto rosso, frutti di bosco e un frutto agrumato più verde che richiama la freschezza del lime. La speziatura ricorda la stecca di cannella. Il lievito è declinato sulla pasticceria. Anche qui le sensazioni minerale sono gessose.
L’assaggio: acidità spiccata, assaggio vibrante, pieno. In bocca si percepisce la potenza del Pinot Noir con un ingresso sul frutto rosso per poi allargarsi su sensazioni sapide lunghissime. Chiude elegantemente sulla frutta acitrina.
Nota personale: molto molto interessante. Un + per te.

•Dauby (Ay Grand Cru) RM
Brut Blanc de Noirs 1er Cru-100% Pinot Noir 

Tra Montagne de Reims e Cotes de Blanc, precisamente ad Ay, nasce l’azienda a conduzione familiare Dauby. Dapprima conferitori di uve alle grandi Maisons per poi volgere lo sguardo ad una produzione indipendente.
Terreno gessoso e argilloso, agricoltura in conversione Biodinamica, malolattica svolta, 36  mesi sui lieviti.

Al naso: fine!Sottobosco, radice di liquirizia e la speziatura del legno ne arricchiscono il corpo. Il frutto rosso è accompagnato da frutta a polpa bianca come la susina, la prugna bianca. La freschezza delle erbe officinali e la sinuosità del miele, della c’era d’api. Il lievito che ricorda la crosta di pane.
L’assaggio: ingresso ricco di struttura, di materia. Tanta acidità e freschezza, salivazione infinita.Si apre su una sensazione amandorlata ed una chiusura che richiama le erbe officinali.
Nota personale: mi è piaciuto molto. Anche per te un +



•Delouvin-Nowack (Vandiéres-Vallée de la Marne) RM
Sauvage Pasdosè-100% Pinot Meunier

Tre parcelle concentrante nel comune di Vandiéres con altrettanti suoli diversificati che vanno dal gesso, alla sabbia sino all’argilla. L’azienda è attualmente condotta dall’enologo Geoffry Delouvin, l’ultimo in linea generazionale.
7 ettari di cui 80% Pinot Meunier, azienda in conversione Biologica
Sauvage non svolge la malolattica, sosta 42 mesi sui lieviti.

Naso intenso a acidità trainante. Forza del frutto del Pinot Meunierche si apre su sfumature di frutto a polpa rossa e frutta acitrinacome la papaya,l’ananas. Scia mentolata, pepe bianco. Il Lievito vira verso sentori di pasticceria, di pasta di mandorla.
L’assaggio: volume e freschezza del frutto. Acidità e sapidità perfettamente fuse. Chiude sulla pasticceria.

•Person (Vertus Premier Cru-Cotes des Blancs) RM NM
L’Audacieuse Blanc de Blancs Extra Brut-100% Chardonnay 

Siamo in Cotes de Blancs, 15 ettari con vigne di 50 anni in regime biodinamico. Dominique Persons comincia la sua impresa da RM agli albori degli anni 2000.Malolattica non svolta, sosta di 4 anni sui lieviti.

Al naso: limone, pompelmo rosa, zagara e lime. Un naso assolutamente declinato alla freschezza. Non mancano note speziate di anice e ancora di nocciola, camomilla disidratata. 
L’assaggio: spalla acida, tenuta aromatica e finale sapido lungo e interessante. L’ingresso ricorda sensazioni di panificazione e di nocciola per poi aprirsi sul frutto rendendo l’assaggio pieno.


 

Degustazione formaggi Latteria Perenzin
La deguastazione di Champagne è stata altresì accompagnata da una degustazione di Formaggi sapientemente presentati dall’Andrea Dei Rossi, in arte Caseusetvinum, che ci ha raccontato i formaggi di Latteria Perenzin che ha selezionato per la serata, e in particolare:

•San Pietro in cera d’api: 100% latte di vacca per un formaggio a pasta dura, ricoperto da cera d’api.

•Bufala Glera: formaggio semi stagionato di latte di Bufala “ubriacato” con l’utilizzo di vinacce e vini di cantine selezionate.


•Capra Timo: formaggio al latte di capra, semi stagionato, aromatizzato al Timo

AH! Il sottotitolo non è scritto a caso: Conoscere, connettere, creare= sapere. Questa frase l’ho trovata sul quaderno degli appunti del Master in Economia e Filosofia. Non ho scritto la fonte, non ho idea di chi l’abbia detta, ma l’ho trovata adatta per racchiudere Incipit e fine di questa Esperienza: Andrea e Alessandro hanno creato un evento che da modo di conoscere, di connettere persone, conoscenze, culture e luoghi, e creare sinergie e relazioni. Non è forse questa la chiave di volta, il vaso di Pandora del Sapere?!

Elena Di Vaia



Per le foto e la mappa e soprattutto la compagnia, si ringrazia il sempre paziente Marco Fusi.

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